Consigli per gli acquisti … o per le vendite
Il mese scorso il sempre puntuale Ninut mi ha inviato alcune foto di prodotti delle nostre zone venduti nei supermercati intorno a Milano.
L’idea iniziale era quella di accodarli nell’articolo sul Rossese visto che si stava parlando di prezzi di vendita dei vini e di opportunità per i giovani, però ho pensato subito che il tema meritasse un discorso a sè.
Nel mentre, facendo la spesa in un ipermercato a Torino, ne ho approfittato per immortalare il prezzo di qualche vino della nostra terra.
Questo articolo non ha un fine preciso, nelle foto si vedono sia vini tipici che prodotti come salvia e rosmarino che da noi trovano un ambiente idoneo alla loro coltivazione e che potrebbero pertanto essere fonte di investimento.
Se qualcuno volesse integrare con altre testimonianze, credo ci si potrebbe fare un’idea un po’ più chiara di quanto i prodotti della nostra terra trovino mercato in giro per l’Italia e, perchè no, per il mondo.
Leggi tutto il report e vedi le foto
Dolceacqua tra i riconoscimenti de “Il Golosario”
Nell’edizione 2009 de “Il Golosario”, la guida alle 1.000 e più cose buone del celebre gourmet Paolo Massobrio, compaiono tre riconoscimenti alle nostre zone.
In particolare tra i Top Hundred 2008 ovvero i 100 migliori vini d’Italia che sono stati particolarmente apprezzati dall’autore spiccano:
- Perrino Testalonga - Rossese di Dolceacqua “Vigneti d’Arcagna” 2006
- Tenuta Anfosso - Rossese di Dolceacqua “Vigneto Luvaira” 2007
Gli stessi saranno premiati nell’ambito di Golosaria: la rassegna di cultura e gusto del Club di Papillon che si terrà a Milano all’Hotel Melià (via Masaccio, 19) dall’8 al 10 novembre 2008.
Sempre nell’ambito della stessa manifestazione sarà premiato anche, per “Le migliori tavole dell’anno”, il nostro concittadino Delio Viale per il ristorante “Apricale da Delio” sito in Apricale.
Complimenti a tutti i premiati!
Il carciofo di Perinaldo e il presidio Slow Food
Anche il carciofo di Perinaldo entra nell’importane elenco dei prodotti presidiati da Slow Food, associazione internazionale che in più di 20 anni di attività ha attirato più di 86000 iscritti. Dopo il fagiolo di Pigna, Conio e Badalucco, e l’aglio di Vessalico, un altro importante riconoscimento per i prodotti della zona. Vedendo in particolare il valore economico acquisito dal fagiolo di Pigna, successivo al riconoscimento della stessa associazione, quasi sicuramente ci sarà una valorizzazione anche per Perinaldo.
Speriamo che dopo la simbolica De.Co. ricevuta dalla nostra Michetta, anche il Rossese possa ottenere nuovi riconoscimenti che possano valorizzarlo ulteriormente. Penso infatti che in una società basata su immagine e pubblicità, qualsiasi riconoscimento di qualità possa incrementare l’interesse verso un prodotto che meriterebbe tutta l’attenzione del caso.
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