Presentazione di “Morte agli italiani!” a Dolceacqua

Riprendono sabato 6 febbraio, alle ore 17.30 – nella bella Sala Consiliare del Comune di Dolceacqua, in via Roma 50 – con la rinnovata e stagionale denominazione di INVERNO D’AUTORE, gli appuntamenti letterari organizzati, sotto il patrocinio del locale Assessorato alla Cultura ed al Turismo, dal Circolo Culturale Ricreativo in collaborazione con la librera Casella di Ventimiglia. L’atteso ospite del nuovo incontro, curato come sempre da Diego Marangon, che intervisterà l’autore, sarà Enzo BARNABA’ per la presentazione del suo sempre più apprezzato lavoro “Morte agli Italiani! Il massacro di Aigues Mortes 1893”.


Interessante saggio dedicato ad un drammatico fatto storico che ha visto protagonisti e vittime di una vera e propria strage alla fine dell’800, un gruppo di lavoratori italiani emigrati in Francia ed accusati dai locali di rubare il lavoro agli operai autoctoni… “Morte agli Italiani!” è frutto di una intensa ricerca che il prof. Barnabà aveva svolto anni fa nella cittadina francese e che, recentemente, è stato nuovamente pubblicato da Infinito Edizioni, con l’introduzione di Alessandro Natta e la prefazione dell’altrettanto noto giornalista Gian Antonio Stella, autore de “L’orda”, incentrato sul problema inverso: l’immigrazione straniera in Italia.
Il massacro di Aigues-Mortes, che il 17 agosto 1893 costò la vita a nove operai italiani linciati da una folla inferocita, rappresenta oltre che un momento triste e doloroso, un episodio capitale nella storia dei rapporti tra l’Italia e la Francia.
Fu una feroce caccia all’italiano che nelle saline della Camargue, alle foci del Rodano, vide la morte di un numero in realtà ancora imprecisato di emigrati piemontesi, lombardi, liguri, toscani, vittime innanzitutto dell’atteggiamento e della condotta del primo cittadino del paese, un “sindaco-sceriffo” ante litteram, che invece di cercare di calmare gli animi cavalcò le proteste dei manovali francesi contro gli “intrusi” lavoratori italiani anche con atti ufficiali, dal contenuto incredibilmente terribile e cinico, che furono affissi sui muri della città.
Non fu l’unico e neppure il più truce tra gli episodi che tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 videro vittime gli emigranti italiani, ma certo si tratta di un episodio emblematico e mai abbastanza ricordato ed indagato, soprattutto per comprendere ed annientare certi proclami verbali, e non solo, che ogni tanto si leggono sui giornali italiani o si ascoltano dalla voce aberrante di qualche politico fiero di proferire parole quantomeno razziste.
Il lavoro di Barnabà ha il pregio ed il merito di costituire una puntuale e precisa ricostruzione di un fatto per molte ragioni memorabili, oltre che ricordarci che anche quello italiano è stato un popolo di emigranti vittime di odio razzista. Un po’ come in tempi recenti accade di constatare a parti invertite nei confronti invece di chi in Italia è vittima del pregiudizio xenofobo. Non è caso infatti che quella di Dolceacqua è in questo periodo l’unica data che Barnabà è riuscito a concedersi nella nostra zona, essendo infatti costantemente e continuamente invitato a presentare il suo libro nel resto d’Italia, prendendolo come spunto di discussione e confronto soprattutto dopo i tristi e violenti episodi verificatisi recentemente a Rosarno, in Calabria
Di origine siciliana, Enzo Barnabà ha studiato lingua e letteratura francese per poi insegnarla in vari licei del Veneto e della Liguria. Fondatore a Ventimiglia del Circolo “Pier Paolo Pasolini” ha quindi svolto funzioni di lettore di lingua e letteratura italiana presso le Università di Aix-en-Provence e di insegnante-addetto culturale in Costa d’Avorio, Albania e Montenegro. Tornato definitivamente negli ultimi anni in Italia ha al suo attivo altri interessanti titoli, sia saggistici che raccolte di racconti, come “Dietro il Sahara” o l’ultimo “Sortilegi” pubblicato nel 2008 per Bollati-Boringhieri in collaborazione con lo scrittore francese Serge Latouche.

INFO 338.6273449

John , 5 February 2010

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