Castello di Dolceacqua: situazione
Prendo spunto dal dibattito creatosi in altri articoli per creare un articolo in cui discutere appunto del tema “Castello dei Doria di Dolceacqua”, rivolto in particolare agli interventi eseguiti nel recente passato, alla situazione attuale e agli sviluppi futuri. (Nella foto un particolare della “sala di vetro”, foto inviata da Fulga).
Per fare un po’ di ordine in giro mi permetto di eliminare i commenti dagli altri articoli e di riportarli qua come testo dell’articolo stesso.
Approfitto per rivolgere a tutti un invito di rispettare, nei limiti del possibile, i temi degli articoli e di proporre liberamente un nuovo argomento con un articolo ad hoc.
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Spettacolo pirotecnico 2008
Alcune foto da me scattate durante il consueto spettacolo pirotecnico di Dolceacqua di quest’anno.
Dolceacqua: arrivano i ‘Bistrot du Pays’
Leggo su sanremonews.it che oggi, martedì 14/10/2008, all’interno del Castello dei Doria di Dolceacqua, si è tenuta la riunione degli stati generali delle regioni del programma Alcotra-Alpi Latine Cooperazione Transfrontaliera, di cui la Regione Liguria fa parte. A ben leggere, pare un evento piuttosto importante, peccato che sul sito del Comune di Dolceacqua non ve ne sia traccia …
Comunque, pare che a Dolceacqua, per la prima volta in Italia verrà creato (uno o più di uno, non si capisce) un ‘Bistrot du Pays’, letteralmente spazi accoglienti aperti in località nelle vallate dell’entroterra in cui trovare i profumi e i sapori del territorio, poter gustare e acquistare i prodotti tipici di qualità, trovare informazioni e guide turistiche.
A questo punto sarei curioso di capire in cosa materialmente consista un qualcosa di simile: un mercatino, degli stand fissi, vari punti informativi disposti per il paese?
Mi piacerebbe conoscere più a fondo quella che pare una buona iniziativa per il paese, sperando sempre che qualcuno la spieghi e la pubblicizzi adeguatamente.
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Il carciofo di Perinaldo e il presidio Slow Food
Anche il carciofo di Perinaldo entra nell’importane elenco dei prodotti presidiati da Slow Food, associazione internazionale che in più di 20 anni di attività ha attirato più di 86000 iscritti. Dopo il fagiolo di Pigna, Conio e Badalucco, e l’aglio di Vessalico, un altro importante riconoscimento per i prodotti della zona. Vedendo in particolare il valore economico acquisito dal fagiolo di Pigna, successivo al riconoscimento della stessa associazione, quasi sicuramente ci sarà una valorizzazione anche per Perinaldo.
Speriamo che dopo la simbolica De.Co. ricevuta dalla nostra Michetta, anche il Rossese possa ottenere nuovi riconoscimenti che possano valorizzarlo ulteriormente. Penso infatti che in una società basata su immagine e pubblicità, qualsiasi riconoscimento di qualità possa incrementare l’interesse verso un prodotto che meriterebbe tutta l’attenzione del caso.
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