Finito il Natale … pensiamo al Carnevale!

Carnevale a Dolceacqua

Carnevale a Dolceacqua

Finito ormai il periodo natalizio, passato San Bastian, giunti in prossimità di febbraio il prossimo evento tradizionale di Dolceacqua è il Carnevale.
A dire il vero forse è più opportuno dire “era” il Carnevale.
Sono anni infatti che non assisto più alla sfilata dei carri nel martedì grasso, e onestamente … mi viene il dubbio se ci sia ancora, forse ora scopro che sono anni che non si fa più!
Tempo fa il sempre più prezioso Ninut mi ha inviato alcune foto del Carnevale (con la ‘C’ veramente maiuscola) che si svolgeva a Dolceacqua , alcune di metà anni 60 altre dei primi anni 70, presentando il titolo “Finito il Natale … pensiamo al Carnevale”: pubblico un po’ in ritardo le foto e cerco di ricordare qualche aneddoto, sperando come sempre nella partecipazione dei lettori per integrare.


Più leggo i commenti dei lettori, più mi rendo conto di essere nato 10 anni in ritardo per capire cos’erano veramente i bagordi di Dolceacqua, dalla metà degli anni 60 ai primi anni 70 a cui risalgono le foto. Fortunatamente però, qualcosa sono riuscito ancora a vedere.
Del Carnevale ricordo la metà degli anni 80, quando c’erano così tanti carri da colmare la distanza che c’è tra il ponte Nuovo e il rondò e forse anche di più. Quando preparare il carro era un divertimento e si faceva a gara per far parlare di sè le settimane successive all’ora del Pastis. Quando i giovani facevano gruppo per fare il verso ai componenti della banda cittadina, con tanto di nome dei componenti sulla schiena e strumenti di plastica con kazoo incorporato. Quando gli adulti pensavano al costume settimane prima. Quando Stelvio era il personaggio più atteso e nessuno se ne andava se prima non aveva visto la sua performarce verso la fine della sfilata. Per Stelvio l’attualità era d’obbligo, si ricordano ancora “Sandra Milo e i piccoli fans”, ma soprattutto “Rambo” (che proprio mentre sto scrivendo replicano in tv!): praticamente in costume da bagno in pieno febbraio, adornato da coltelli da parmigiano “presi in prestito” in negozio, irripetibile! C’era anche chi usciva in borghese alla fine della sfilata o giù di lì sostenendo di essersi mascherato, ma senza farsi riconoscere … verità o la solita burla ripetuta ogni anno?!? A ben pensarci, praticamente tutto il paese era coinvolto, grandi, bambini, tutti in strada.
Per gli adulti però il vero evento era il ballo serale con tanto di pentolaccia nel garage sotto il comune, ovviamente prima che finisse tutto nella prima metà degli anni 90. La classica “bevetta” in lamiera a conforto dei presenti, l’immancabile tendone appeso all’ingresso per isolare dal freddo celava quanto di più creativo e sorprendente Dolceacqua era capace di offrire. Erano da antologia i travestimenti da donna di Gianpiero e Brunino, l’atteso arrivo di Garibaldi che smontava dal lavoro alla Rampa, ma ricordo anche travestimenti prettamente “estivi” che rischiavano di provocare polmoniti e affini nel tragitto dal paese al comune.
Negli anni successivi c’è anche stato un tentativo di riprendere le serate carnevalesche sotto un tendone … ma ormai la storia pare insegnare che a Dolceacqua le feste sotto i tendoni paiono non avere troppa fortuna (vedi articolo).

John , 30 January 2009

Commenti

213 Commenti a “Finito il Natale … pensiamo al Carnevale!”

  1. Mandingo di Dolceacqua - 31 January 2009 alle 13:23

    Le foto sono assolutamente fantastiche, è incredibile il senso di ottimismo che c’era in quel periodo, con poco ci si divertiva veramente tanto. Basta pensare anche solo alla festa che si faceva sotto al comune, quando tutte le persone giovani e non, della vallata si divertiva e non vedevamo l’ora che arrivasse il momento della pentolaccia. Ma io mi chiedo!! Come mai stiamo andando allo sfascio come in questi ultimi anni, a prescendere delle ultime amministrazioni comunali, penso che anche la gente sta cambiando in peggio, tra invidie e gelosie tutti fanno solo quello che gli conviene. Lo si capisce dal fatto che “Emorghe” e “Pozzuolo” stanno per fortuna andando ancora bene, solamente perchè parecchia gente ha le case li, sempre secondo me sembra che si fà a gara chi ce l’ha più bella. Non escludo che sia anche un bene abbellire le propie villette sopratutto alla “Dolorata”. Il tutto preserva un paesaggio fantastico, che assomiglia visto dall’alto con l’elicottero, una sorta di località turistica di estrema rilevanza urbanistica, la quale negli anni futuri, speriamo che non sia ceduta a terzi. Spero che nessuno se la prendi a male per quanto ho scritto, ma se fosse così, accetto volentieri ogni tipo di critica, ribadendo che quello che ho detto è una mia impressione personale.

  2. il Grillo Parlante - 31 January 2009 alle 14:35

    Bisogna ricordare che quei carnevali erano organizzati dalla mitica Pro Loco di allora.
    I componenti erano volontari per la maggior parte amanti delle “feste”, che loro stessi frequentavano assiduamente.
    Forse pochi sanno che le aste che sostengono “le Bandiere Arancioni” le hanno fatte fare a spese loro i prolochisti detti. Assolvono ancora oggi, dopo cira 20 anni alla loro funzione.
    Il ballo di carnevale sotto il Comune, chi lo ha ideato? Ma sempre questi “buontemponi”, che ai tempi erano anche ferocemente criticati.
    Però lo spirito di GRUPPO era veramente tale; Dal Presidente all’ultimo “galoppino” tutti lavoravano e nel contempo, partecipando in prima persona si divertivano.
    La sede era nell’angusta stanza ora destinata alla Croce Azzurra, i mezzi erano veramente pochi, figuriamoci nenche avevano un telefono, però con “l’inventiva” e soprattutto con l’amore per il proprio Paese, riuscivano a realizzare le “FESTE” nel vero senso della parola.
    Ricordiamo: Le Feste dei Quartieri, i Giochi nel Lago, i Deltaplani, i Buffet di ferragosto, il rilancio del’antico Carnevale Dolceacquino: Ballo sotto il Comune, sfilata dei carri che arrivavano anche da Vallecrosia, ecc. ecc.
    La fattiva collaborazione delle Feste Campestri di Morghe e Pozzuolo era altresì un impegno di questa memorabile Pro Loco, purtroppo rimasta l’ultima.
    Le feste di Morghe e Pozzuolo traggono origine dalla successione agricola elle stagioni. Erano certamente occasione nel tempo di “sfogo” dalle fatiche della coltivazione. Pertanto era onore personale offrire a chiunque sia un bicchiere di vino che mangiare e dormire.
    L’ospitalità era sacra.
    Adesso, aimè tutto è cambiato, però è rimasto nei Dolceacquini lo spirito sopra detto.
    Il fatto di abbellire le “villette” è positivo, perchè dovrebbe essere il contrario?
    La fortuna di queste due feste campestri l’hanno fatta e la fanno, come sempre, la “volontarietà” di coloro che mettono a disposizione dette “villette”.
    E’ facile fare l’ospite, è problematico e più difficile fare l’OSPITANTE.
    Infine voglio rilevare, che purtroppo, la località Morghe è già stata ceduta a terzi!!!!!!!!!!!!!
    Passeranno certamente, sic, pochi anni e poi in questa zona la festa sarà morta.
    Salù.

  3. Ninut - 31 January 2009 alle 18:31

    La… Pro Loco!!!!
    A Dolceacqua le Pro Loco erano veramente
    “Mitiche” tutti i giovani facevano la tessera ed ambivano a farne parte, io ho vissuto alla fine degli anni 70
    delle esperienze di vita impagabili.
    Ho avuto la fortuna di far parte di una Pro Loco dove i componenti erano: Dario Rey, Nini di Torino, Pierino, Roberto “il bimbo”, e la segretaria Mattilde… e mi scuso per gli altri di cui non ricordo.
    Con loro abbiamo portato il “Club Tenco” a Dolceacqua,
    (La mia tessera del “Tenco” N°196 porta la data 1977)
    Il concerto di Branduardi al castello, insieme alla “Mandolinistica Dolceacquina” con ancora “Madunetta” è stato un vero evento, tanto che Radio Montecarlo che lo trasmise giorni dopo fu letteralmente sommersa dalle telefonate che chiedevano di ritrasmetterlo.
    (Sembra, ma non posso garantire.. che una registrazione del concerto sia in posseso di un Dolceacquino)
    La sede della Pro loco era ornata da una foto di Angelo Branduardi(Mio Amico personale)con dedica ai ragazzi della Pro Loco.
    Vorrei ricordare una persona a cui ero affezionato,
    una Bella ragazza… Donatella, che con Maurizio Fabrizio (Chitarrista di Branduardi) faceva scambio di vini…Bonarda in cambio di Rossese..
    Che bel periodo di vita, che intesa che c’era tra di noi giovani a Dolceacqua.
    salù

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