Dolceacqua: ‘e buteghe de ‘na vauta (seconda parte)

'E buteghe de 'na vautaAggiornato al 27/12/2008

Ecco la seconda parte dell’elenco delle attività commerciali degli ultimi 30 anni di Dolceacqua che non ci sono più. Come già dichiarato nella prima parte dell’articolo, correzioni alle varie castronerie che di sicuro ho scritto e integrazioni con dettagli ulteriori, aneddoti, a attività non riportate sono ben gradite.
Spero che questo elenco abbastanza asettico sia uno spunto per qualche lettore per proporre un articolo dettagliato legato a qualche attività citata o ad altre che hanno fatto la storia di Dolceacqua.

RISTORANTI
Lunga la storia del ristorante in piazza nato come Gastone (stiam parlando dei primi anni 60′ se non erro), riaperto come CastelDoria e tornato poi alla denominazione Gastone.
La Taverna Paradiso, pizzeria in un buio carugio vicino al Castello di Dolceacqua.
La trattoria Re, storico ristorante aperto da Mino, passato in varie mani fino a diventare l’attuale Antico Corso.
Pizzeria Aquila Nera, eh sì, l’Aquila nella sua storia è stata anche Pizzeria con il forno a legna nei pressi della porta che conduce al sotterraneo.

BAR
Pastissi. Credo meriti un capitolo a sé. Mi limito a ricordare che si trovava dove ora c’è I Quattro Gatti, aveva un lungo bancone entrando sulla sinistra, gelati da passeggio irripetibili, e una saletta impregnata di fumo con i tavoli consumati da belotta e ramino. Stop, se continuo non mi fermo più, spero che qualcuno che lo ricorda meglio di me dedichi un articolo come si deve a questa pietra miliare di Dolceacqua.
Dandy. Come sopra merita un capitolo a sé. Era il dehor estivo del bar Pastissi sul parcheggio di San Filippo, ma di fatto viveva di vita propria. Meta obbligata di chi rientrava dalle feste estive per un toast e una birra per chiudere la serata, o semplicemente per un dopocena a chiacchierare cercando di accaparrarsi il dondolo con il solito sottofondo jazzistico.
Per molti anni sono stato dietro quel bancone e i miei genitori molto più di me. In quel fumo, fra le urla dei belottisti e delle belottiste (come dimenticare la coppia storica Jaqueline-Bigi?), ho avuto la fortuna di conoscere persone uniche, personaggi di un periodo e di un modo di vivere così diverso da quello attuale.
Ugo, spettatore silenzioso che esprimeva i suoi commenti sulle giocate con lievi movimenti degli occhi e della bocca…Bruno così incazzoso sul gioco di cui era in effetti uno dei massimi interpreti…e su questo non sarà certo daccordo Bigi che aveva una concezione più estrosa e rischiosa del gioco della belotta. E Gianni il piscione? …Pinotto de nissa …Giacomo…Rudy… insieme a tanti, tantissimi altri ,in quell’ambiente così favorevole allo scambio di idee, battute, sfottò a base di pastis, aperitivi meson e cynar…
Poi d’estate al Dandy altre generazioni e personaggi…la banda dei fifus, eterni giovani come Pilè, Giuà ,Italo Ciarun….i giocatori di scopone, i panini al coctail di gamberi, la musica…Maggio…

[…]quel posto che ognuno di noi chiamava in modo diverso…….appena aperta mio suocero la chiamava “pecin snak”i miei figli….la panino…..mia suocera diceva “da vale” e noi semplicente la paninoteca…non riuscivamo a trovarci un nome…..solo dopo tanti anni,le ultime generazioni la chiamavano “al dendy”…..mi manca ogni tanto quel posto,ci ho passato 20 anni della mia vita o per meglio dire venti estati….ho visto crescere tutta la gioventù dolceacquina…..le fifus mi chimavano “mamma bruni”perchè se potevo un consiglio sul dondolo lo davo sempre,o magari loro a me……un anno però è mancata a tutti perchè nell’ottantasette non si è aperto…….mamma lo sono diventata davvero….di ely !
M.Bruni

Cantina del Bairò. Il ricordo anche qui è un po’ lontano, ma come Campana è stato un “negozio d’altri tempi”, la cantina del Bairò non può essere capita se non da chi l’ha vista o vissuta. Era dove ora c’è SarArtElè nella Salita San Sebastiano, in sostanza una cantina con un bancone in legno molto caratteristico dove si beveva esclusivamente vino, ritrovo di chi la sera, prima di cena, rientrava dalla campagna. Di più purtroppo non ricordo.
Bar Sport meglio conosciuto come il bar del Pesciaro. Una tettoia nel sottostrada di fronte alle scuole cara ai ragazzini che uscivano da scuola o nel dopopartita di calcio essendo accanto ai vecchi spogliatoi. Indimenticabile la stretta scaletta verde in metallo che vi conduceva.
Baraka, dove ora c’è lo Zafferano, locale piuttosto recente aperto da Giampaolo, poi ceduto fino ad esaurimento.
Bar Gianni, nella stessa sede del Baraka. Non lo frequentavo, ma lo ricordo soprattutto perché sul finire degli anni ‘80 aveva fatto da sponsor ad una squadra di calcio di giovani allenati da Garelli, una sorta di scissione dalla Sportiva durata un anno.

ALBERGHI
Albergo Gianni, sopra il bar appena citato.

TEMPO LIBERO
Del cinema Balbo conosco solo l’insegna e i muri crollati sul parcheggio San Filippo, idem il Camarillo di cui so veramente poco o nulla.
Cinema Balbo: Più di una generazione di Dolceacquini deve un pensiero di ringraziamento a Ubaldo .
Chi ha vissuto gli anni 60 frequentando quella sala, non potrà a fare meno di ricordare l’unicità di un cinema di altri tempi, i film storici che andavano da “Maciste ad Ercole”le grandi pellicole ” Guerra e Pace” i successi Natalizi”Michele Strogoff” che il pomeriggio di Natale riempivano la sala all’inverosimile.
Le goliardie rivolte a Genoeffa ( La Mamma di Ubalbo ) che quando i film erano “Cinemascope” qualcuno appendeva le vere scope ai lampioni della sala.
Come dimenticare Ubaldo, che quando c’era da girare la pellicola o accendere la caldaia “che non funzionava quasi mai”Lasciava lo sfortunato cliente nel negozio da barbiere con mezza barba rasata (Così anche se lui tardava non se ne poteva andare)
Ubaldo è stato anche un innovatore, ricordo che aveva dotato la sala di due televisori, in modo che chi andava al cinema poteva anche assistere allo sbarco sulla luna, o agli incontri di box di Nino Benvenuti.
Nella sua sala si faceva teatro, varietà, e si faceva la festa della mamma più bella della provincia.
Aveva alla cassa le ragazze più belle del paese, Rita, Milina la figlia del maresciallo, e a volte una giovanissima Loredana, quando i “ragazzini” riempivano il vicolo a spettacolo, iniziato lui apriva le porte per farli entrare a “Gratis”
La sua passione per il cinema era pari solo alla passione che aveva per la lirica, la sua generosità però era di molto superiore a tutto. ha in quegli anni combattuto contro un nemico più forte, la sua è stata una battaglia sofferta ma 2 cinema per Dolceacqua erano troppi.
[…] Mi viene in mente mia madre quando mi raccontava che per vedere interamente un film, questo prima della seconda guerra mondiale, hanno dovuto frequentare il cinema per un mese. Tutto perchè la pellicola immancabilmente si rompeva. Notare che il biglietto lo pagarono una sola volta. Fu una “telenovela” ante litteram.
INIMITABILE.

Camarillo: fu un locale fatto con pochi mezzi nato como balera durante un mese dicembre del 1983 rinato a gennaio 1984 come sala dove si proiettavano film musicali in super 8 si facevano concerti,eliminatorie di miss Italia e altri spettacoli comprammo il video proiettore “BARCOVISION” che in cuel momento solo aveva la RAI 25.000.000 di lire dellépoca mi ricorderó sempre la notte de la proiezione del video “TRILLER” la gente ballava e guardava lo schermo
era una novitá cosi grande che la gente veniva da tutta la provincia infatti i Dolceacquini non erano clienti abituali. Apriva da martedí a domenica il giovedí serata NEW WAVE venerdí e sabato discoteca e gli altri giorni la gente veniva a vedere video musicali a mangiare cualcosa a bere buona birra e se volevano potevano ballare. ossia che noi come famiglia abbiamo rivoluzionato e modernizzato l’uscire di notte a Dolceacqua.
prima dicevamo andiamo ingiú? poi era la gente di ingiú che veniva sú.

OFFICINE E ARTIGIANI
Italo. L’officina era nella traversa della Viassa dove c’è il forno. Italo rimarrà nella storia per aver assemblato un trattorino a 3 ruote avente come propulsione una motozappa Benassi posta di traverso dietro il seggiolino di guida. Non so quanti esemplari ne siamo stati sfornati, ma l’ultimo che ho visto in giro ce l’aveva Toso.
Piero. Officina meccanica poco più su della farmacia.
Come dimenticare poi l’impresa idraulica di Rigio nella Viassa?
La falegnameria di Ugo sulla via Provinciale tra le officine di Osvaldo e Ciccio.
Infine, citazione d’obbligo per Andrè il ciapunè, uno degli ultimi maniscalchi della zona noto per aver la passione dei cavalli (peraltro dai nomi improponibili!) e per i giri in calesse a cui ancora oggi non rinuncia. La sede di lavoro e le stalle erano al fondo del carugio parallelo a quello del forno.
Un altro maniscalco era dove ha attualmente sede la banca Carige

SARTI
Mandino Raimondo, in origine in via Barberis vicino alla Piazzetta, poi prima vicino al tabacchino nella discesa della Viassa, quindi di nuovo in via Barberis.
Renzo Mauro, storico maestro della banda cittadina e abile camiciaio, se non erro fornitore anche del principe Ranieri di Monaco. Il negozio era sul Corso laddove oggi gli eredi gestiscono la gelateria.
Un altro sarto era all’inizio della Viassa dove ora c’è Davide Rosso.

CIABATTINI
Virginio, in via Barberis vicino a Mandino

SCULTORI
Ho un vago ricordo di Jean Perrino, se non erro scolpiva legno d’ulivo nella Tera.

FRANTOI
Ricordo quello di Mandino Cane praticamente di fronte al benzinaio, in particolare il fatto che si lasciavano i sacchi di olive al piano della strada, per voi versarli al piano sottostante dove si trovavano le macine.

FABBRICHE
Scarpe Tornatore, si trovava in regione Beai a monte di Dolceacqua e, se non erro, produceva anche le celeberrime Spadrillas o “Spadriglie” (o comunque dei fac-simili). Chi non ricordasse come fossero, credo che Stelvio ne abbia ancora una discreta collezione multicolore, da abbinare a diverse magliette estive …

TELEVISIONI
Non so quanti se ne ricordino, ma nella seconda metà degli anni ’80 ogni tanto la sera, sulle frequenze di un canale dell’epoca (TMC forse?) compariva uno strano quanto irripetibile segnale che il più delle volte vedeva le partite di calcio degli allora “pulcini” di Dolceacqua, commentate in post produzione da uno Jose L’Abatin in versione Sandro Ciotti: non vi dico che gioia per noi protagonisti di quei filmati vedersi nella stessa “scatola” in cui tifavamo Platini, Beccalossi, Vialli, …
Qualche videocassetta in giro c’è ancora, chissà che una di queste sere magicamente sulle frequenze di TeleGenova non compaia il vecchio campo polveroso di Dolceacqua … e il logo di TELEPONTE!

John , 27 November 2008

Commenti

104 Commenti a “Dolceacqua: ‘e buteghe de ‘na vauta (seconda parte)”

  1. Ninut - 3 December 2008 alle 23:28

    Cinema Balbo… Più di una generazione di Dolceacquini deve un pensiero di ringraziamento a Ubaldo .
    Chi ha vissuto gli anni 60 frequentando quella sala, non potrà a fare meno di ricordare l’unicità di un cinema di altri tempi, i film storici che andavano da “Maciste ad Ercole”le grandi pellicole ” Guerra e Pace” i successi Natalizi”Michele Strogoff” che il pomeriggio di Natale riempivano la sala all’inverosimile.
    Le goliardie rivolte a Genoeffa ( La Mamma di Ubalbo ) che quando i film erano “Cinemascope” qualcuno appendeva le vere scope ai lampioni della sala.
    Come dimenticare Ubaldo, che quando c’era da girare la pellicola o accendere la caldaia “che non funzionava quasi mai”Lasciava lo sfortunato cliente nel negozio da barbiere con mezza barba rasata (Così anche se lui tardava non se ne poteva andare)
    Ubaldo è stato anche un innovatore, ricordo che aveva dotato la sala di due televisori, in modo che chi andava al cinema poteva anche assistere allo sbarco sulla luna, o agli incontri di box di Nino Benvenuti.
    Nella sua sala si faceva teatro, varietà, e si faceva la festa della mamma più bella della provincia.
    Aveva alla cassa le ragazze più belle del paese, Rita, Milina la figlia del maresciallo, e a volte una giovanissima Loredana, quando i “ragazzini” riempivano il vicolo a spettacolo, iniziato lui apriva le porte per farli entrare a “Gratis”
    La sua passione per il cinema era pari solo alla passione che aveva per la lirica, la sua generosità però era di molto superiore a tutto. ha in quegli anni combattuto contro un nemico più forte, la sua è stata una battaglia sofferta ma 2 cinema per Dolceacqua erano troppi.
    Mi piace ricordalo sempre sorridente e paziente, colto e generoso…e sempre disponibile.
    quando transito in quel di Firenzuola, il mio pensiero è sempre per lui. Grazie Ubaldo.
    Salù

  2. magaglio - 12 January 2009 alle 21:29

    e il petardo nello sgabuzzino dove riavolgeva la pellicola???????????????

  3. magaglio - 13 January 2009 alle 21:08

    io c’ero quella sera che LOREDANA si taglio’ i tendini al polso penso ciaoooooooo

  4. giovanni - 4 December 2008 alle 07:22

    Sono rimasto “a bocca aperta” dall’intervento di Ninut;
    purtroppo in quegli anni, aimè ero ancora piccolo, però ho avuto tempo di conoscere il mitico Ubaldo.
    Seppur visto con gli occhi di un bimbo, il personaggio, ha avuto, per la sua simpatia, per la sua disponibilità e per la sua originalità un positivo impatto su di me.
    Tutto anche supporttato dagli innumerevoli racconti su di LUI fattomi dai miei genitori.
    Mi viene in mente “il cinema paradiso”.
    Mi viene in mente mia madre quando mi raccontava che per vedere interamente un film, questo prima della seconda guerra mondiale, hanno dovuto frequentare il cinema per un mese. Tutto perchè la pellicola immancabilmente si rompeva. Notare che il biglietto lo pagarono una sola volta. Fu una “telenovela” ante litteram.
    INIMITABILE.

  5. magaglio - 13 January 2009 alle 21:11

    quante volte UBALDO ci ha raccontato la fine del film perche si er rotta la pellicola COMPLIMENTI ALL’AUTORE DI QUESTO BLOG

  6. dandy - 17 December 2008 alle 16:10

    Ringrazio per il ricordo simpatico e “sentito” del bar Pastissi e del collegato Dandy.
    Per molti anni sono stato dietro quel bancone e i miei genitori molto più di me. In quel fumo, fra le urla dei belottisti e delle belottiste (come dimenticare la coppia storica Jaqueline-Bigi?), ho avuto la fortuna di conoscere persone uniche, personaggi di un periodo e di un modo di vivere così diverso da quello attuale.
    Ugo, spettatore silenzioso che esprimeva i suoi commenti sulle giocate con lievi movimenti degli occhi e della bocca…Bruno così incazzoso sul gioco di cui era in effetti uno dei massimi interpreti…e su questo non sarà certo daccordo Bigi che aveva una concezione più estrosa e rischiosa del gioco della belotta. E Gianni il piscione? …Pinotto de nissa …Giacomo…Rudy… insieme a tanti, tantissimi altri ,in quell’ambiente così favorevole allo scambio di idee, battute, sfottò a base di pastis, aperitivi meson e cynar…
    Poi d’estate al Dandy altre generazioni e personaggi…la banda dei fifus, eterni giovani come Pilè, Giuà ,Italo Ciarun….i giocatori di scopone, i panini al coctail di gamberi, la musica…Maggio…
    A chi ricorda queste cose con piacere il nostro Grazie!
    La Pastissi Family

  7. John - 17 December 2008 alle 16:13

    Grazie a te per aver in queste poche righe ricordato ulteriormente LA STORIA di Dolceacqua del secolo scorso, e ovviamente … benvenuto sul Blog!

  8. il Grillo Parlante - 17 December 2008 alle 17:34

    La mitica Pastissi Family meriterebbe un post dedicato

  9. dandy - 19 December 2008 alle 22:23

    anche io voglio scrivere due righe su quel posto che ognuno di noi chiamava in modo diverso…….appena aperta mio suocero la chiamava “pecin snak”i miei figli….la panino…..mia suocera diceva “da vale” e noi semplicente la paninoteca…non riuscivamo a trovarci un nome…..solo dopo tanti anni,le ultime generazioni la chiamavano “al dendy”…..mi manca ogni tanto quel posto,ci ho passato 20 anni della mia vita o per meglio dire venti estati….ho visto crescere tutta la gioventù dolceacquina…..le fifus mi chimavano “mamma bruni”perchè se potevo un consiglio sul dondolo lo davo sempre,o magari loro a me……un anno però è mancata a tutti perchè nell’ottantasette non si è aperto…….mamma lo sono diventata davvero….di ely !
    M.Bruni

  10. ricciolina - 21 December 2008 alle 23:43

    @ Mamma Bruni, anche a me manca molto “il Dandy”: quante serate ci abbiamo passato…ogni estate, da maggio a settembre eravamo lì a rimpinzarci di gioiosi e delicadi e di immancabili affogati alla stracciatella…meravigliosi!!!

  11. Stupa IV - 22 December 2008 alle 10:17

    Anche se l’ho conosciuto solo negli ultimi anni penso che il Dandy sia una cosa irripetibile…
    Non ci sarà un altro locale che possa sostituirlo… purtroppo.

  12. dandy - 22 December 2008 alle 14:43

    Quello che dite ci fa molto, molto piacere. Grazie.

  13. Elisabetta - 22 December 2008 alle 16:41

    Anche io ero una di quelle che si sedeva sul dondolo con Bruni a raccontare problemi e/o semplicemente a a scambiare due chiacchere!! e che bella musica, e che bei concerti di Giuliano e le sue band, e che panini fantastici! Il “romano”, il toast farcito o quello con i gamberetti!
    E poi andavi lì anche senza un appuntamento specifico, ma trovavi sempre qualcuno con cui scambiare due parole.
    e quanti compleanni festeggiati lì dentro, quanta sangria, quante cantate! Ci manchi mitico Dandy!!!

  14. dandy - 23 December 2008 alle 14:08

    una cosa che ho in mente di fare da tanto , è una serata “PANINOTECA”vorrei che partecipassero tutti i miei mitici clienti che non hanno mai saltato una sera “al dendi”…….i panini me li ricordo tutti……la piastra sarà un po arruginita ma ne troviamo una………chissa se al forno avranno ancora i miei stampi……penso di si……però bisogna aspettare l ‘estate…se vi piace l’idea fatemelo sapere…..un bacio da mamma bruni…..

  15. NINI - 26 December 2008 alle 13:49

    Caro John io ti posso dire cualcosa sul CAMARILLO fu un locale fatto con pochi mezzi nato como balera durante un mese dicembre del 1983 rinato a gennaio 1984 come sala dove si proiettavano film musicali in super 8 si facevano concerti,eliminatorie di miss Italia e altri spettacoli comprammo il video proiettore “BARCOVISION” che in cuel momento solo aveva la RAI 25.000.000 di lire dellépoca mi ricorderó sempre la notte de la proiezione del video “TRILLER” la gente ballava e guardava lo schermo
    era una novitá cosi grande che la gente veniva da tutta la provincia infatti i Dolceacquini non erano clienti abituali. Apriva da martedí a domenica il giovedí serata NEW WAVE venerdí e sabato discoteca e gli altri giorni la gente veniva a vedere video musicali a mangiare cualcosa a bere buona birra e se volevano potevano ballare. ossia che noi come famiglia abbiamo rivoluzionato e modernizzato l’uscire di notte a Dolceacqua.
    prima dicevamo andiamo ingiú? poi era la gente di ingiú che veniva sú.
    l’anno dopo essere andato via tornai al paese e la gente mi diceva che era un mortorio senza di noi.

    ciao e hasta pronto dalla Spagna.

  16. Mandingo di Dolceacqua - 26 December 2008 alle 19:39

    Grande Nini, sicuramente tu mi conosci di vista, ma forse no, perchè ai tempi ero non tanto grande, ma ricordo bene il vostro super locale, che rivoluzionò Dolceacqua. Sono amico di tuo fratello più piccolo, se lo vedi o senti salutamelo. Mi rattrista vedere ancor oggi il vostro ex locale ridotto uno straccio e abbandonato senza nessuna vergogna dai propietari, mettendo a rischio l’incolumità dei cittadini stessi. Vai a vedere nel mio blog come è ridotto adesso. Purtroppo ho dovuto parlare anche di questo, vai al link http://mandicau.blog.tiscali.it//Appello_urgente_da_parte_dei_cittadini_su_alcuni_punti__1932827.shtml Auguroni e buone feste, è bello vederti in Dolceacqua anche se virtualmente. Ricorda che fate parte del paese e vi vogliamo bene per quello che avete fatto tempo indietro sotto il profilo turistico sopratutto.

  17. NINI - 27 December 2008 alle 11:06

    Hola Mandingo di Dolceacqua non so chi sei pero se sei amico di Stefano ti dó la sua posta stefanobradi@yahoo.es cosí puoi metterti in contatto con lui e ti mando anche la pagina web del suo ristorante millegrazie.es

    ciao Hasta Pronto dalla Spagna

  18. NINI - 27 December 2008 alle 11:07

    scusa Mandingo http://www.millegrazie.es

  19. saraceno06 - 26 December 2008 alle 20:06

    io mi ricordo di averci fatto una festa dell’unità; all’epoca non abitavo a dolceacqua e ci venivo raramente ma come militante del pci mi capitava di partecipare alle feste anche in paesi e città diversi da quello dove ero segretario di sezione; probabilmente quella sera doveva piovere perchè in genera la festa a dolceacqua si faceva nella tera, con il bancone per preparare da mangiare e bere ( senza tanto haccp) attaccato alla parete della chiesa….

  20. fulga - 27 December 2008 alle 12:29

    Hola Nini,
    posso dire che la tua affermazione di aver “rivoluzionato” Dolceacqua è molto corretta. Le vostre attività hanno dato una spinta e stimolato tante altre attività del Paese.
    Un modo di pensare e di agire innovativo per il nsotro Paese.
    Non se sai che Dolceacqua è gemellata con un Paese Catalano, Alpicat, chissa che un giorno le strade della Bradi’s Family e di Dolceacqua non si incrocino nuovamente ;-))

  21. Mandingo di Dolceacqua - 27 December 2008 alle 14:12

    Grazie Nini, cacchio che bel ristorante di stile

  22. Beatrice - 27 December 2008 alle 15:36

    Cavoli!!!La mitica famiglia Bradi, di cui ho sentito parlare tanto nella mia infanzia!!
    Volevo salutare Nini, anche se lui non mi conosce, sono la nipote di Nando, il vostro padrone di casa di via Dante.
    Quando siete partiti da Dolceacqua siamo andati ad abitare il quella casa e ricordo la mia curiosità di bambina quando, in soffitta, ho scovato alcuni “reperti” del mitico (e per me ovviamente proibito) Camarillo!!!!
    Ciao a tutti

  23. John - 27 December 2008 alle 15:52

    @Nini
    Grazie per il ricordo del Camarillo, e un ringraziamento anche per tutte le iniziative prese da voi ahimè, in un periodo in cui ero ancora troppo giovane per apprezzarle direttamente.
    Direi che se riuscissi a scovare qualche foto dell’epoca dell’Aquila o del Camarillo e riuscissi ad inviarmele, potremmo ampliare la documentazione della storia di Dolceacqua.
    A presto!

  24. magaglio - 13 January 2009 alle 21:05

    b

  25. il Grillo Parlante - 27 December 2008 alle 16:12

    Da u BAIRO’
    Gustu vendeva il suo vino, il suo olio e le olive in salamoia che faceva in grosse botti.
    Era la sua CANTINA la prima, in assoluto nella Val Nervia, attività di vendita del proprio prodotto.
    Ancora ai giorni nostri qualcuno: milanesi, torinesi ed in generale “cheli din giu'” cercano il suo ROSSESE, il suo OLIO e le sue OLIVE IN SALAMOIA.
    Mi ricordo i memorabili sabato e domenica pomeriggio, le “squadre” che frquentavano la cantina. Chitarre, mandolini e “goti de vin”, canti e discussioni.
    L’atmosfera data dal locale era ed è inimitabile.
    Il bancone d’olivo, sopra la damigianetta per versare con la “gommetta” i goti, la sala posteriore circondata dalle botti di Rossese, con nell’angolo la GIARA dell’OLIO, ancora l’altra sala con le bottiglie raggiungibile attraverso un cancello in ferro battuto fatto da fiaschi.
    Gli “abituè” dei “goti”, quelli che ricordo, erano: Pinotu de Nissa, Marcello, Tutucù, il Toscano, Vergi, l’incomparabile Madalun, Antonio, Sciarlettu, u Belu, ed altri bevitori.
    La produzione propria era tale, in quanto U GUSTU quando aveva quasi finito le scorte, chiudeva.
    Veramente un locale tipico che dava l’atmosfera del tempo antico.

  26. magaglio - 8 January 2009 alle 20:56

    spero di non sbagliarmi ma non credo che MADALUN abbia frequentato da bairo

  27. Ninut - 27 December 2008 alle 17:39

    ….Al Cinema Balbo, si sono anche svolte le serate danzanti dei più bei carnevali di quegli anni,
    erano anni che ci si divertiva un casino, il carnevale aveva in genere 3 serate danzanti Sabato
    domenica e martedì, con due corsi mascherati (la settimana dopo si andava tutti a Isola per lo “Scurotto”
    Gli Isurenchi per carnevale usavano il “Rito Ambrosiano”)
    Tornando a Dolceacqua….La sala era sempre strapiena, con l’orchestra che suonava dal vivo su in “galleria”
    e il banco del buffet sotto lo schermo, appesa in centro della sala la mitica “Pignata”
    Un carnevale, ricordo che uscivo con una ragazza inglese che viveva “Alla pari” presso una famiglia di San Remo
    ma a me interessava molto di più una”Valligiana”…….insomma,
    finì che vista la mia bella lasciai momentaneamente
    L’ Inglesina insieme a 2 dei più belli del paese…non farò mai i nomi.
    Quando tornai da lei per riaccompagnarla a casa la trovai molto allegra insieme ai 2 ciuchi persi.
    Strada facendo mi raccontò che i miei amici erano molto simpatici, e che gli offrivano da bere in continuazione,
    avranno bevuto almeno 2 fiaschi di vino, loro evidente pensavano di farla sbronzare…invece lei li ha retto meglio.
    Poi il cinema Balbo si trasformò in balera, fu preso in gestione da Franco “U Pescé” che con molto impegno lo rese
    un locale dove si ballava il Liscio, vi fecero anche di campionati Italiani di ballo figurato, e il giovedì sera era aperta praticamente solo per noi locals, con tanto di discoteca.
    Poi finito il tempo di Franco diventò ” Il Camarillo” di questo ne parlerò in seguito.
    Salù

  28. fulga - 1 January 2009 alle 11:31

    Buon anno a tutti.
    Vorrei indicare atre 3 attività nel paese.
    Il Fabbro Morscio Antonio dal fuoco della Fravega.
    Il Falegname Cassini Martino dove ora c’è l’Enoteca Re.
    La Fabbrica di costumi, vestiti e scarpe da ballerina di fronte al Cimitero che ocupava circa 15 persone.

  29. magaglio - 8 January 2009 alle 20:38

    e delle csse da morto alle caserme?????????????????????

  30. il Grillo Parlante - 8 January 2009 alle 21:37

    E la fabbrica delle “ballerine”?

  31. John - 9 January 2009 alle 10:45

    Qualche informazione in più su queste due attività?
    Almeno continuiamo ad aggiornare l’elenco e gli aneddoti.
    Grazie

  32. cagnetta - 19 January 2009 alle 15:40

    ciao JOHN forse ti sei dimenticato che nella categoria Sarti c’era anche Cane Andrea detto LOLLO IL CAGNETTO che non solo faceva il sarto ma forse qualcuno ricorda rifaceva gli ombrelli per andare a pescare le anguille,e dava un filo per il massame che non si romperva quando un’anguilla tirava troppo,faceva parte della cantoria, della banda e anche della proloco nei primi anni settanta, con un altro amico sarto Renzo Mauro, tutti e due figli di sarti.Inserisci nell’elenco anche la merceria da Pia e la merceria da Rosa ( ora tipografia Rosso )e la scuola guida Lamberti 1971 ( ora bar CENTRALE ) ciao

  33. Ninut - 9 January 2009 alle 22:50

    Vorrei ricordare anche Berta il carrozziere, dove fino a qualche anno fà c’era Walter sempre carrozziere.
    Nel palazzo prima dell’officina meccanica (EX Roberto Negri) c’era il frantoio Arisi.
    Una carrozzeria era anche alle caserme Mobilsol.
    Poi l’officina con distributore carburanti dei Ciarun
    dove cè poi stato il negozio di Mason, subito dopo
    c’era l’ufficio di collocamento.
    ho già parlato del bar di Ercole con anessa officina di fabbro, dove ora cè il centrale, sempre lì c’era la Boutique di Silvy che vendeva capi “Pret a Porter”
    Sopra il negozio di scarpe di Vichì c’era un laboratorio
    dove si fabricavano pantoffole.
    Remember..Il pasticcere che era di fianco al bar in piazza
    si chiamava Luì, era franco Dolceacquino abitava in via Barberis Colomba proprio sopra L’arco che cè dopo la Fravega, i suoi dolci erano Mitici.
    Sabato mattina ero a Mentone
    sono entrato da un panettiere e il banco dei dolci era pieno di paste come quelle che faceva lui.
    salù

  34. Ninut - 9 January 2009 alle 23:02

    Dimenticavo….
    Una delle attività piu importanti del paese era
    sicuramente: la Botega di Tullio e suo figlio Nino
    Li venivano costruite le Botti e le Cornude per tutta la valle!!
    Era nella piazza della chiesa, vicino all’officina idraulica di Sandro, dove ora cè il ristorante.
    Salù

  35. magaglio - 12 January 2009 alle 21:46

    e il pastis in via liberazione???????????

  36. Ninut - 12 January 2009 alle 21:55

    oltre al Pastis…C’era anche il frantoio di Campana.
    Dai l’altro ristorante si può dimenticare… 😉
    O forse no!!! ma solo per la EKU 28
    salù

  37. magaglio - 13 January 2009 alle 18:17

    forse è meglio ricordare solo la EKU 28 ciaoooooo

  38. magaglio - 13 January 2009 alle 20:44

    il distributore dei ciarui era se non mi sbaglio al rondo’ a destra salendo

  39. Ninut - 13 January 2009 alle 22:26

    A Destra Scendendo

  40. magaglio - 8 January 2009 alle 20:41

    correggo non le ossa ma le casse da morto alle caserme??????????????

  41. il Grillo Parlante - 8 January 2009 alle 21:40

    E non dimentichiamo EDMONDO il restauratore

  42. John - 9 January 2009 alle 10:44

    Edmondo c’è ancora mi pare.

  43. magaglio - 8 January 2009 alle 20:49

    la TRATTORIA RE non è mai stata aperta da MINO LUI ha preso il nome MINO du RE perché sposato con ELIA figlia credo del fondatore della trattoria RE ora non ne ricordo il nome ma appena mi riviene ve lo comunico

  44. il Grillo Parlante - 8 January 2009 alle 21:39

    Il “RE” era il padre della moglie di Mino (Savonese) e di sua sorella, la mamma di Mirna.

  45. Ninut - 8 January 2009 alle 21:58

    I primi proprietari del “Re” erano i genitori
    di Elia e Rosa, ora non mi vengono i nomi…
    ma mi ricordo perfettamente la fisigità delle persone.
    Cerco nel mio “archivio” poi sicuramente vi faccio sapere.
    Salù

  46. Mandingo di Dolceacqua - 11 January 2009 alle 03:41

    Avevo all’incirca sei anni, mi ricordo anche della famosa pelletteria dove c’è il Mobilsol, mi ricordo delle grandi mangiate di noci di cocco che ci regalava. Infatti adesso è il mio frutto preferito. Bei tempi… Adesso nessuno ti regala più niente..

  47. magaglio - 12 January 2009 alle 21:48

    non state dimenticando un altro ristorante???????????

  48. Ninut - 12 January 2009 alle 22:41

    Viassa….
    allora: dopo l’esattoria di Palmiro, e l’hotel Gianni
    c’era la falegnameria di Dino, poi Rigio.
    Subito dopo, dove ora c’è un palazzo… c’era uno spazio
    simile alla “botega” di Rigio, dove c’era il “Garage”
    dell’Hotel, e li a sinistra c’era la”Botega” di un altro Idraulico..Silvano.
    Poi uno spazio dove c’era il deposito della sansa che allimentava il forno.
    In quello spazio ricordo una grande serata di festa, con
    Miglio “Ciarun” che aveva fatto una grigliata per mezzo paese. Pensate che allora il palazzo di Nemo era in costruzione.
    Visto che ne sto parlando, vorrei ricordare la mitica festa concerto che si svolse in quella casa al piano strada, una domenica pomeriggio con tantissima gente.
    Tutte canzoni dei Beatles, riviste dalle “Ombre”
    Complesso che si essibiva dietro una tenda per le olive
    opportunemente illuminata. Io ricordo da chi era formato il gruppo, e chi realmente suonava.
    Qualcuno su questo “Blog” ne vuole parlare??
    Ho molti ricordi (Anche perche ho amato, e amo veramente il paese in qui sono nato) ma non sono poi tanto vecchio. Salù

  49. ricciolina - 13 January 2009 alle 22:27

    Io sono un pò troppo giovane per ricordarmi delle “Ombre” ma una persona che mi è molto vicina (ma che purtroppo non è abbastanza tecnologica per “bloggare”…!)mi ha raccontato che il “locale” della Viassa in cui si esibì il geniale gruppo rock era stato battezzato “PIPELINE”. Gli “artisti”, non abituati a suonare dal vivo davanti a tanti giovani, ondeggiarono per tutto il pomeriggio e parte della sera dietro ad un telo con chitarre, un mandolino e finti microfoni, al ritmo di canzoni famose che essi stessi avevano registrato su un nastro. Erano Jose Orrigo, Enzo Piombo e Jacky Mauro di Monaco. il cantante era Quinto Pelosini.
    Il successo di pubblico fu strepitoso, al punto che si temettero incidenti, tanta era la gente.
    Anche l’incasso, derivante dalla vendita (non autorizzata…!!!) di bibite e liquori fu notevole ed incoraggiante per gli organizzatori che speravano con una seconda serata di pagare tutti i conti aperti all’Aquila Nera (Quinto ne sarebbe stato contento…!)
    Purtroppo però, nonostante la grande richiesta proveniente soprattutto dalla costa, al Pipeline si ballò quella sola domenica: chiuse per l’intervento delle autorità!

  50. John - 14 January 2009 alle 09:05

    Cose che possono capitare solo in vallata: sebbene sia storia di una sola serata, penso che sia una delle migliori carnevalate che abbia sentito su Dolceacqua 🙂

  51. magaglio - 14 January 2009 alle 18:22

    e le gare di nuoto nella fontana in piazza garibaldi?????????????

  52. Ninut - 14 January 2009 alle 19:27

    Tuffi…caro erano gare di tuffi.
    Non potevi mica nuotare dentro la vasca..
    Infatti ci hanno portati tutti in caserma, ma mi risulta che alcune vollanti siano state dismesse per rugine..
    non è che per caso quando ci hanno caricati eravamo un attimino bagnati???
    ma è vero che la signorina che ha chiamato i caramba
    è morta annegata??
    Voi che siete lì fatemi sapere.
    Salù
    P.S come è attualmente il livello d’acqua dentro la vasca?
    Poi è vero che la vasca è controllata da un ageggio posto su un lampione??? Mi chiedo dovre andremmo a finire se non puoi neanche più fare un tuffo nella vasca in santa pace.
    Ri..Salù

  53. magaglio - 14 January 2009 alle 20:56

    oltre i tuffi si facevano turni di non so quanti giri di vasca a 4 nuotatori poi in caserma un pochino umidi

  54. magaglio - 14 January 2009 alle 21:28

    siamo finiti tutti in caserma anche perche nel pomeriggio prima delle gare di nuoto buttavamo nella vasca tutte quelle che passavano certe passavano apposta

  55. John - 13 January 2009 alle 09:06

    Chiederei a Ninut e Magaglio che sembrano informati e soprattutto interessati, di inviare cortesemente qualche riga di commento per ogni butega che citano. Purtroppo a me che ho da poco superato i 30 la parola Pastis in via Liberazione non dice nulla ad esempio.
    Grazie mille a tutti!

  56. magaglio - 13 January 2009 alle 18:22

    la chiamiamola fabbrica del PASTIS era difronte al bar baraka dove abitano CARLA e PIERO penso che ninut ne sappia piu DI ME

  57. Ninut - 13 January 2009 alle 23:15

    la fabbrica di Pastis che era dove ora c’é una specie
    di sala giochi, era stata apperta da quel pazzo scatenato
    francodolceacquinoe????, di qui ora mi sfugge il nome.
    ma ricordo che quando chiuse l’attività si dedicò alla racolta dei rifiuti per il comune, era alto magro e schizzato.
    Bene.. nel suo laboratorio si creava un surrogato del pastis (Non ho altro modo per definirlo) che si presentava in bottiglie “Mignon” che andavano aggiunte a una soluzione alcolica in genere alcoll a 90 gradi.
    Come potete ben immaginare non ebbe molta fortuna.
    Salù

  58. magaglio - 13 January 2009 alle 20:49

    e a butega de CARMELI’ bisnonna diFRANCESCA e il macellaio ARNE nonno del veterinaio STEFANO D’ALLORTO in piazzetta san sebastiano

  59. magaglio - 13 January 2009 alle 21:25

    mi coreggo il macellaio nonno del veterinaio STEFANO non é ARNE ma ANDROLU padre della L’EGLIA che era di fronte dove ora é la bottega di FRANCESCA ciaooooooooooooo

  60. magaglio - 14 January 2009 alle 20:43

    e il macellaio che era nella tera non ricordo il nome????

  61. Ninut - 14 January 2009 alle 21:14

    Era..il padre di Gloriana!!!

  62. magaglio - 14 January 2009 alle 21:21

    no non era il padre di Gloriana

  63. Ninut - 14 January 2009 alle 22:48

    Si!!!
    Era il padre di Gloriana Orrigo, moglie dell’ AMICO
    Ginnino Orengo.
    salù
    P.s. E non mi fare incavolare..senò
    La prossima volta ti scrivo in Caseluzzu…e poi???

  64. magaglio - 18 January 2009 alle 22:01

    chiedo scusa non sapevo che anche lei si chiami gloriana

  65. magaglio - 14 January 2009 alle 20:48

    e itornei di calcio tra i bar dove MIGLU U CIARUN ci faceva delle trombette con i gambi di foglie di zucca x tifare AQUILA NERA??????????

  66. Ninut - 14 January 2009 alle 23:04

    L’Aquila nera non ha mai avuto una squadra di calcio
    seria , forse era colpa delle troppe libagioni pre partita
    o forse della voglia di correre dietro ad altro invece che a uno stupido pallone.
    in compeso la squadra di marcia vinse la prima marcia
    INTERNAZIONALE di: San Biaggio della Cima.
    Marcia che ai tenpi valeva la Maratona di New York oggi.
    Salù

  67. magaglio - 13 January 2009 alle 20:59

    e i carnevali alle caserme ??????????????????????? E SULLA PISTA DEGLI AUTOSCONTRI di cui noi bambini non vedavamo l’ora che arrivassero visto che non avevamo molto di piu per divertirci …………………..pero’ ci siamo sfogati dopo con gli interessi vero ninut???????ciaoooo

  68. Ninut - 13 January 2009 alle 23:26

    Veramente poi noi ci siamo divertiti sul serio
    ma cosa vuoi eravamo una banda di pazzi molto affiatati
    e non ci siamo mai fatti sfuggire un occasione.
    A proposito di Carnevali, ricordi quello sotto la casa di Mino dù Re???
    Allora portavamo tutti i pantaloni a “zampa di elefante”
    e giravano un casino di …Simpatiche ragazze.
    per oggi Buona Notte.
    Salù

  69. magaglio - 14 January 2009 alle 21:23

    mi ricordo benissimo

  70. dolceacquino doc - 15 May 2009 alle 17:26

    A proposito di Vergi’u scarpa’ e di suo fratello Mandino,volevo ricordare che negli ultimi tempi le scarpe Vergi’ le aggiustava in una stanzetta nella fravega sulls scala dove sta’ Ernesto Peri,per quanto riguarda Mandino detto “POL” prima di mettere il negozio in via Dante cuciva in via Roma dove poi c’e’ stata l’agenzia Doria credo che il locale sia del signor Bortoletto.Bona e grasie

  71. jose saccani - 15 May 2009 alle 20:49

    Al dolceacquino doc.Bravo.Hai ragione,quel particolare non lo ricordavo pro-
    prio.Il locale in cui lavorava “POL” è proprio quello del mio amico Andrea Bortoletto.Bona e grasie esci a tu.

  72. jose saccani - 16 May 2009 alle 07:21

    Al dolceacquino doc: si può essere più rinco………i di così????mi è venuto in mente,che in quel periodo ,POL mi aveva confezionato due paia di pantaloni di vigogna.
    Di Vergì non lo sapevo proprio.meno male che in un pezzo precendente, avevo chiesto scusa a priori,per evntuali dimenticanze.Oh,mica si può sapere tutto nella vita……
    Se ci incontriamo …te pagu da beve(u te piaige u vin bon?)Bona.

  73. dolceacquino doc - 16 May 2009 alle 13:58

    a Jose’ Saccani. Nu ghe besognu de scuse, de vaute a gente a nu s’aregorda. comunque u vin bon u me piaisge e cume, chissa che in di’ nu se inscuntramu. A proposito di memoria non so’ se avete citato la bottega del “TI” che era piu’ o meno di fronte alla casa di Giacinta la sorella di Meluccio maniciau.Ancora un grazie a tutti e specialmente a Jose’.Bona e grasie.

  74. Ninut - 16 May 2009 alle 23:28

    Buonasera a tutti!!!
    Buonasera José, Bene fate a riccordarvi del “Tì”
    Colorificio, ferramenta , con anessa falegnameria.
    Ai tempi era un vero “Bricò center” al contrario di Campana dove trovavi dal “Carburo alle lenze da pesca”
    in quella bottega regnava l’ordine assoluto.
    “Pol” mitico personaggio: aveva un astio verso i Jeans
    al punto che nonostante l’AMICIZIA che ci legava…
    mi ha fatto un orlo ai Jeans solo l’estate che sono tornato al paese dopo il mio matrimonio (1981)
    Lui ha lavorato dove avete già detto, ma anche in via B.Colomba, dove teneva anche la sua Vespa.
    Per la cronaca: Anni fà Mandino…Pol… era chiamato anche…Mandingo..e poi Bettino per il suo credo politico.
    Di lui conservo riccordi grandi della sua cultura, del suo interesse per i nostri luoghi, e la golardia che lo legava a “Barbadirame” Comentando con lui una raccolta
    di articoli pubblicati dalla “Stampa” da me ritrovato,trovammo un articolo dei primi anni 60, dove si parlava di un tentato “abbordaggio” da parte di un gozzo al largo di XXMiglia allo Yacht dei principi del Belgio diretto a Montecarlo.
    Su quel Gozzo per una “Performance Futurista ” c’erano appunto loro due.
    Sarebbe bello se qualche altro ne parlasse.
    Salù

  75. magaglio - 20 May 2009 alle 17:07

    e CARLA la pettinatrice? in via san bernardo

  76. John - 18 May 2009 alle 08:00

    Questa di Barbadirame e Mandino sul gozzo proprio non la sapevo: da antologia! 🙂

  77. jose saccani - 22 May 2009 alle 08:16

    Rispondo all’amico “dolceacquino doc”,_Per ùn gòtu de
    vin bon sun sempre pruntu”!Quando vuoi!!!! A proposito della bottega du Tì de Mensiu,mi sembra che qualcuno ne abbia parlato:da parte mia dico che non era solamente una bottega,il Tì ed il figlio Jose,erano dei maestri
    insuperabili nella lavorazione artistica del legno,le sorelle ,tre,Licia,Zita e Rita,in vario modo contribuivano all’andamento del negozio,la Rita,in particolare,aiutava molto spesso il Papà ed il fratello
    nel laboratorio.
    Jose,organista eccelso,suonava in modo mirabile l’organo in chiesa durante le funzioni ,famose rimangono le Messe di mezzanotte a Natale,con il coro diretto dal Sig.Orrigo Amelio.In’oltre insegnava musica ai giovani
    specialmente la fisarmonica ,di cui era un virtuoso.
    Penso di essere stato esauriente,se no :ti ciàmi turna
    Bona a Vui.

  78. Giampaolo - 22 May 2009 alle 16:34

    Grazie per aver citato due grandissimi nell’ambito musicale dolceacquino. Ed anche due miei predecessori, Jose, mio parente alla lontana, come organista e Amelio Orrigo, mio nonno, come direttore della mitica “Canturia de ina vauta”. Ci sarebbe da aprire un intera nuova discussione sulla “Cantoria” e le sue vicissitudini!
    Se qualcuno della “nuova cantoria” legge il blog ne approfitto per salutarli. Mi manca tantissimo dirigere il coro di Dolceacqua e suonare il mitico organo Agati (del quale tengo sempre una mega foto nel mio ufficio qui negli USA).
    Lo so, un po’ fuori tema, ma non potevo resistere.

    Ciau a tuti

    Giampaolo Orrigo

  79. jose saccani - 22 May 2009 alle 15:22

    A John_non vorrei dire una ca…stronaggine,ma se non mi sbaglio,all’epoca vivevo a Milano,la Domenica del corriere aveva dedicato la vignetta in prima pagina ,della consegna in alto mare,(lui su di un gozzo e lei sul suo panfilo),di un ritratto di Farah Diba fatto da Barbadirame.Tu che sei un mago con il Mostro!prova a cliccare ,magari trovi l’articolo.
    (Grazie per la pazienza,noi ci siamo capiti,no?però hai visto che l’ho capita anch’io?)
    Approfitto per salutare Ninut.Bona a Vui

  80. jose saccani - 25 May 2009 alle 08:22

    Dopo un pò di silenzio,doveroso per non annoiare chi legge e per non fare la figura del prezzemolo……….
    parliamo delle vecchie botteghe: Viassa, via della Liberazione, inizio a s.x.nel palazzo Conrieri ,vi erano dei pozzi rivestiti di piastrelle in ceramica ,per l’accumulo dell’olio, in quanto detta famiglia nè faceva commercio,poi in tempo di guerra servivano per l’ammasso (specie di tassa Governativa dei produttori).Oggi la Vegè.
    Più avnti un fotografo,sig.Gibelli,indi la Landa con la figlia Mariuccia,poi Jose u Labatin con la moglie Dina,infine
    Franceso Raimondo(dè Custà)con la moglie Mina &figli.
    Tutti generi alimentari.
    Tipografia Rosso Davide;ricordiamo la Merceria di Rosa de Beru Giancu,dopo i coniugi Tabarini con il figlio Lello,
    Sartoria,e per qualche tempo deposito di Fabiana Ferramenta.
    Nel luogo in cui sorge la casa di Mavi Dallorto e Franco
    Lorenzi (Francone) vi era un gioco di bocce.
    Il forno di panificazione,fu costruito dai sig.i Tornatore Agostino(Tin da Pelila) e Giovanni Perrino(Gin),continua-
    rono l’attività i figli Ino (Bulangè),Osvaldo e Bruno (da Pelila),poi Giuseppe Solamito,Franco Tornatore (Banari)
    e Armando Garoscio:sul retro del forno ,Italo Negri(Ciarun)vendeva macchine agricole di cui faceva anche l’assistenza,e sul fronte strada vi era uno spiazzo adibito a deposito di legna per il forno,con l’ammodernamento del forno,(a Gasolio),sullo spiazzo venne costruita la casa di Ino ed Osvaldo,nei due magazzini,in uno si trasferìrono Valeria e Nedo coiffeur uomo e donna,nell’altro un negozio di orologeria,ma durò poco,quindi l’agenzia Doria,in seguito si trasferì dov’è ora.
    Ove sorge la casa Cane,vi era il deposito della Castelùssa,di cui si parla in altra parte.
    Idraulica e faccio tutto Io,vengo domani,stai sicuro,
    incomincio da tè il mese di giugno(ma non sai di quale anno)e se non ci fosse bisognerebbe inventarlo,
    BALBO RIGGIO,per mè come un fratello,ed è per ciò che mi permetto disfotterlo,e prima di lui e ne fu anche maestro,u Sciù Segundu,persona affabile,ex ferroviere di Genova,uomo di cultura efilosofo alla buona,buon tempone e maestro di vita.
    Falegnameria Dallorto Emilio (Migliu) con il figlio Dino(Gattù),poi il figlio si trasferì all’inizio de paese dedicandosi alla sola vendita,oggi il di lui figlio Emido.
    Locanda Trattoria Solamito,titolare Giovanni Solamito (Bacì de Salame)e la moglie Antonietta (Tùniè),ottima cuoca,nella mia memoria rimangono famose le sue
    Lumache,le Trippe,ed i Beraudi,sanguinacci farciti con spezie riso ecc.un piatto tipico del paese che purtroppo si stà perdendo,poche le donne che ancora oggi li sanno fare ,una di queste è Mariuccia Testalonga.In seguito il nipote di Bacì, Giannino,trasformò il locale aprendo il Bar a piano terra,poi passò la gestione a Giuseppe Corica ,Pino,
    e successivamente subentrò Sabina e il marito GianPaolo con il nome di Baraka,poi una coppia di Isolabona,infine Ristorante Lo Zafferano.
    Più avanti l’Esattoria Consorziale,gestita per molti anni
    dal sig. Palmiro Giordano,oggi Salone da Simona,Coiffeuse.
    Quì finisce la parte sinistra della Viassa.
    Spero di non aver dimenticato qualcuno…………….
    ho dei precedenti.Scusate.

  81. Ninut - 25 May 2009 alle 14:29

    @in uno si trasferìrono Valeria e Nedo coiffeur uomo e donna

    In quel negozio prima di Nedo, vi era una “Botique”
    di maglioni artigianali “La Tana della Tarma” gestito
    da Giovanna Volpato.
    Quella “Botique” divenne famosa in valle per il fatto che: Un pomeriggio venne visitata dai ” Ricchi & Poveri”
    allora ancora in 4, Walter Chiari e Alida Chelli…. che
    comprarono tutti i capi disponibili!!!
    Salù

  82. jose saccani - 25 May 2009 alle 14:55

    a NInut:questo particolare non lo conoscevo,non ti ricordi in quali anni è successo?sono curioso di saperlo.Grazie e Bona a Vui

  83. Ninut - 25 May 2009 alle 14:59

    Doveva essere tra il 1976/78, subito dopo la
    chiusura della “Botique” venne lì allestita la lavanderia
    dalla moglie di Bradi, gestore dell’Aquila Nera.
    un Caro Saluto!
    Salù

  84. sergio - 28 May 2009 alle 12:50

    appena scoperto questo bel blog e registrato.

    ricordo anche il “passaggio” fra il cinema di Ubaldo e il camarillo . vi era la discoteca “vip 2000” gestita dal pesciaro , anche lei con una storia divertente fatta di tante domeniche pomeriggio passate a ballare.

  85. Ninut - 28 May 2009 alle 15:29

    E il Venerdì sera, quando era aperta solo per il paese?
    E i campionati di ballo liscio?
    Grande Franco!!
    Salù

  86. sergio - 28 May 2009 alle 15:43

    e poi parlando di botteghe io ricordo (anni 70) la tappa dell’acquisto panino da portare a scuola.

    “da a franca li” da non confondere con “da a franca laggì” (dì per dì) , almeno così le chiamava mia mamma, nella fravega e da “a tina” poco distante.

    e per tornare su Ubaldo ricordo che era il mio incubo. il taglio di capelli a cui ero sottoposto ogni paio di mesi lo vivevo come un incubo, visto il look che mi confezionava. capelli lunghi? da Ubaldo non se ne parlava nemmeno, nonostante la moda li imponesse

  87. magaglio - 28 May 2009 alle 17:18

    noi il panino lo portavamo da casa!!!!!!!!! x i capelli c’era ALDO il padre di nedo lui era peggio sempre piu’ corti era di fronte al bar alessandra e il cinema del prete?????????????? che se non andavi a messa e vespro il pomeriggio di domenica non potevi entrare gratis al cinema perche ti faceva un foro su un santino e senza quello non entravi (parlo del vecchio cinema sotto il vecchio municipio) vero ninut??????????????? ciaooo a presto x il pastis

  88. Ninut - 28 May 2009 alle 17:47

    Franca la “Rochettina” moglie di Giannino “Titen”
    Aveva rilevato alla Fravega la bottega di Aurora.
    Il cinema del prete sotto il colleggio feminile
    (Ricordi quando suor Michelina chiudeva le finestre alle
    ragazzine che parlavano con noi?)
    Quel cinema la domenica pomeriggio era una vera bolgia di ragazzini.
    Salù

  89. Ninut - 2 July 2009 alle 09:21

    Dove vi è un garage,vi abitava un certo Severin….
    quello era il garage di Giorgio Secco, marito di Giulietta. (Lavanderia San Giorgio)
    In quel garage una volta vi era la cucina del allora
    “Ristorante Aquila Nera”
    Salù

  90. jose saccani - 2 July 2009 alle 08:22

    Ora che il rito delle elezioni si è esaurito,ed abbiamo un nuovo Sindaco,ed una nuova giunta ai quali auguriamo buon lavoro,riprenderei la descrizione interrotta tempo fà,un pò per le elezioni,ed un pò,anche se mi ripeto,per non essere come il prezzemolo,delle “veglie Bùtèghe dè ùna vàuta”.
    Partiamo dalla Viassa lato dx.( via dalla Liberazione )
    Angolo Viassa Corso,il sig.Morscio Luigi-Liciò-aveva una sartoria da uomo_in seguito la famiglia Chianea aprì una latteria-da Marco-in seguito subentrò la famiglia Crupi-ripresa poi dalla sig.Concetta con il marito,ed in seguito trasformata nell’attuale ” Bar L’Angolo”.
    Più avanti,dopo il retro della macelleria della sig.a Giuliana,Pinuccio Campana ,aveva installato un frantoio,ed in seguito,chiuso il frantoio,si dedicò al suo hobby preferito,il basso rilievo su legno,dove riversò il suo amore per la fauna locale,scolpendo magnifiche immaggini di animali ed uccelli di ogni genere.Oggi vi è il laboratorio di vetreria artistica di Raffaella.
    Retrobottega di Fabiana-iil sig.Costantino Campana_Custantì_esercitava la professione di falegname,il negozio ,diviso in due,aveva anche lo sbocco sul Corso,dove le sue figlie,vendevano ferramenta,ma lì potevi trovare di tutto,meno che il pane ,la carne e la verdura.
    Scusate ma quì mi è d’obbligo un ricordo personale:
    un’anno ,poichè ero andato male a scuola,(per la verità non era la prima volta),mio padre per castigo ,
    mi mise a fare il Bocia da Custantì,dove mi fece pulire ,per tutta la prima settimana,la falegnameria,dopo di chè,iniziai a lucidare a tampone i mobili che Lui costruiva,trascorsi così tutta l’estate.
    Dove vi è un garage,vi abitava un certo Severin,mi ricordo poco di Lui,sò che era persona molto strana ed un pò eccentrica,compreso sua moglie,che noi ragazzi nè avevamo timore,mi è rimasto impresso ,che proprio sulla Viassa,allora non asfaltata,aveva costruito un pollaio,( avrà avuto la licenza edilizia? )
    Ex ambulatorio Dott.a Dallorto-ritornato dalla guerra,Pinuccio Campana ,che abbiamo visto prima,figlio di Custantì (mio maestro di lucidatura mobili all’olio di gomito)aprì un negozio di armi da caccia ed accessori ,essendo Lui valente ed appassionato cacciatore,ma non durò molto,e anche lì,nei tempi morti della vendita essendo come già visto valente intagliatore del legno,nel retro produceva pezzi ornamentali per i mobili costruiti dal padre.
    in seguito fu adibito ad ambulatorio Medico,per i medico condotto(cosi si chiamava allora).
    Della fabbrica di Pastis,sì è gia detto da altri brillantemente,voglio ricordare i due titolari che si sono succeduti,in quanto persone molto caratteristiche,per la cronaca,i sig.i Jumèl (penso si scriva così )e Tonin -Tonèn-
    Delle poste e della banca si è già detto-
    “La Pelilla”negozio storico,oggi Gabriella Raimondo;
    gestito dalla stessa famiglia per ben tre generazioni, inizialmente,nasce dove ora vi è il deposito della vineria Re,nella fravega,poi ,costruita la nuova casa,si trasferì dov’è ora.
    Non è più Viassa,ma viene naturale,voltato l’angolo,e scendendo verso il corso,si incontrava la sartoria dell’amico Mandino -u Lurdu.
    per quello che rimane del Corso,girando a sx,e partendo dalla tabaccheria -dà u Mè- la rimandiamo alla prossima volta.
    Mi auguro di non aver tediato nessuno,se l’ho fatto mi scuso,ma questo sono io.Grazie a tutti per la pazienza,e Bona a Vui.

  91. jose saccani - 2 July 2009 alle 08:35

    Un richiamo a quanto detto in precedenza:
    I° Al punto ,sartoria di Ma ndino,per correttezza ,va messo il Suo nome per intero,Armandino Raimondo. ( detto anche Pol )
    II°Quando dico,tutta l’estate ho lavorato da Bocia,preciso che tre mattine alla settimana,andavo a ripetizione,per il recupero all’esame di riparazione di Settembre.
    III°Ora le bare per i defunti vengono fatte industrialmente,ma allora,venivano costruite manualmente,dai singoli falegnami,e manualmente venivano anche scolpite,per cui vi era,anche nel momento del trapasso,chì gradiva per suoi cari,come ora del resto,un contenitore di pregio,e,per la cronaca erano tutti molto bravi,ma due,erano considerate le eccellenze
    artistiche,Uno,era come già detto
    nel testo,Pinuccio Campana,e l’altro ,cheforse ho già citato in’altra parte,era Jose du Tì de Mènsiu.due artisti nel loro lavoro di scultori.dal loro lavoro vedevi il piacere del lavoro stesso,ci mettevano l’anima ed il gusto personale,che equivaleva alla firma,dell’artista.
    La perfezione non è di questo mondo,men che meno,lo è da me.
    Senz’altro avrò dimenticato od omesso qualcuno,me ne scuso.alla pprossima e bona a Vui,

  92. jose saccani - 2 July 2009 alle 12:57

    a Ninut-grazie Ninut della precisazione,la memoria senile è così fatta,ti ricordi di quando eri piccolo,e ti dimentichi quello che hai mangiato la sera prima:
    infatti mi ricordavo di Severin,ma no di Giorgio Secco.
    Meno male che ci siete voi giovani,a darci una mano,quando vieni a Dolce.ti offro un Pastiss,lo accetti,da un vecchio rinco ????bona a Vui

  93. jose saccani - 8 July 2009 alle 22:48

    Grazie alla vista acuta da Lince ed un memoria al Titanio ( il ferro è stato superato da nuove leghe più resistenti al logorio ed all’ossidazione del tempo ),oggi,la gentile signora Sonia Bruzzese in Riccetti,mi ha fatto notare ,alcune dimenticanze,(ti pareva!!)ed imprecisazioni,( anche !!)a riguardo la descrizione “”è Veglie Bùtèghe dè ùna Vàuta “”
    Vado a leggere gli appunti di Sonia.
    L’anno dell’alluvione è il 1966- 24 ott.e non nov.-
    Subito dopo gli alimentari di Zina e Bacì-dopo l’rarco del Bar California-vi era un piccolo negozietto,dove Giovanna-figlia di Zina e Bacì-e Fiamma Lanfredi (ma che combinazione!!,mia nipote)avevano aperto una Boutique d’Arte e Decor-
    In Piazza Garibaldi,a fianco del Ristorante Gastone,sulla Sx,prima la fam.a Crupi,ed in seguito Viviana Cassini,gestivano un negozio di Alimentari-
    Macelleria Aristide-prima della gestione di Paola Anfosso
    vi era un certo Franco(di più,non mi è dato sapere,sò per certo,che ad un certo punto la sua di lui(mi piace!) consorte,se ne involò per altri lidi..questo è quanto!)-
    Elettrodomestici-Adriano e Lodovina Raimondo-mi si dice ,fossero alla sinistra di Sem,dove ora vi è un negozio di Computer-
    Ristorante RE -prima di Piero (il Milanese)vi era la fam.a Brignani-e dopo Cesare ,il papà di Brunella (i 4 Gatti )-
    Il Ristorante Gastone (Castel Doria)dopo Renè Risso fu gestito dalle Sig.e Mariarosa e Gisella-
    Ristorante Hotel ” Gianni “,è stato gestito anche dalla Fam.a Bradi-
    Salone Coiffeur pour Dames da Simona-vi era un Ambulatorio Medico (una Dottoressa)e dopo la sede di Forza Italia-
    Questo è quanto.Certamente,non ci faccio una bella figura,(sic!)
    ma il bello di questo blog è proprio questo,cercare per quanto possibile le radici e la storia del Paese,aiutandoci a vicenda,e ,se ci sono delle omissioni o distrazioni, riderci sopra,e ringraziare chì ti dà una mano .Nessuno è perfetto.Chè brùta fin…!dèmàn ghe bèvu dèsciù ùn bèlu gòtu de vin,dè chèlu bon,cu scìe russese..e fatènè carà Pàulin,chè poei le fèsta!!)Bona a Vui,e a proscima.Grazie Sonia,e quanti vorrano dire la loro.
    .

  94. Ninut - 9 July 2009 alle 09:40

    @Ristorante Hotel ” Gianni “,è stato gestito anche dalla Fam.a Bradi-??
    Non era la fam. Corica??
    Ristorante RE -prima di Piero (il Milanese)vi era la fam.a Brignani-e dopo Cesare ,il papà di Brunella (i 4 Gatti )-
    Prima ancora Morabito e Palamara.

    Salù

  95. jose saccani - 9 July 2009 alle 11:20

    Ciao Ninut,sulla cronologia della gestione ” Ristorante RE “sono d’accordo con tè,-sul’hotel Gianni,pure,ma con riserva,poichè Sonia ,ne ha un ricordo,Lei è giovane,più fresco-c’è da dire,e,non per critica, sia ben chiaro;che la fam.a Bradi,ha spaziato talmente tanto nelle gestioni di locali,che onestamente,almeno per quello di cui ricordo, mi è difficile fare una esatta ricostruzione cronologica.Se qualcuno ne sà di più,dica pure,di Ninut mi fido,Bona a Vui (PS .non mi hai risposto,per il Pastiss,sei d’accordo?io bevo solo vino,se possibile buono e Rossese,ciao)

  96. Ninut - 9 July 2009 alle 11:25

    (PS .non mi hai risposto,per il Pastiss,sei d’accordo?io bevo solo vino,se possibile buono e Rossese,ciao)

    Va benissimo il “Rossese” a presto.
    Salù

  97. jose saccani - 18 July 2009 alle 23:58

    Già da un pò di sere,pensavo di riprendere il percorso ” de Veglie Bùtèghe de ùna Vauta”ma, onestamente ,con il caldo che faceva ,rimandavo sempre,questa sera l’aria si è un pò rinferscata,per cui ,sono quì, davanti al -Mostro-pronto a dare battaglia.
    Dunque, se non vado errato,eravamo rimasti alla tabaccheria -da u Mè -gestita a suo tempo dal sig.Perrino -detto appunto -u Mè-e dalla moglie Lena,coadiuvati dalla figlia Mimì,e, andato in pensione dall’esercito ,anche dal marito di Lei Maresciallo Chionchio,cresciuta e diventata signorina,la figlia Michela-Milina-subentrò alla gestione con il marito Sandro Paraschiva,che per la verità,essendo lui bancario,i suoi impegni nella gestione ,non erano pressanti.-In seguito,l’attività fu ceduta al sig. Valerio Garoscio e sua moglie Mariuccia ,quest’ultima ,figlia della sig.a Landa,che abbiamo già visto gestire un commestibile nella Viassa.
    A questi ultimi,subentrò il loro figlio Walter.
    Oggi è gestita dalle Sgn.e Marilena ,Fiorella e dal figlio di lei Lorenzo.
    Dopo la tabaccheria succitata,Adriano Costa,radiotecnico,aveva trasferito il suo laboratorio di riparazioni radiotelevisive,(prima era nella cas dei Banari).-
    Dove sorgono le case delle famiglie Morscio Bartolomeo (Meluccio e Mirella),Bscianelli e
    Ferrari,da una parte,e le Famiglie Mauro Rosa e Mauro Eglia in Ottonello(Mino du RE)dall’altra,vi era “il Dpolavoro”;
    Così impostato-sulla sx(casa Meluccio)una piccola costruzione adibita ad osteria-oggi si può dire Bar-con un giardino con tavoli e sedie,sulla dx ,un viale con pergolato che dava accesso alla casa in fondo, della famiglia Salvagni,all’epoca ritenuta molto agiata,-sulla dx ,ancora,(casa Mauro)i giochi di bocce,in seguito trasformati in compo da tennis da un gruppo di giovani leoni di allora,per la cronaca vale la pena ricordarne alcuni(mi scuso per chì non sarà ricordato,ma come ho già detto altre volte,nessuno è perfetto)cito:Osvaldo Perino-Nino Tornatore-(fratello di Nellita)-Franco Raimondo-(pastissi)-Leglio Tornatore-Mario Lanfredi-Franco Tornatore(-Banari-
    )Ivan Palmesino-Tornatore Alfonsino -(Fò)-e quelli che non ricordo ma sono pochi.Va detto ,sempre per la Signora Cronaca,che il “Dopolavoro”era gestito dai sig.i
    Giuanì u Tappu e Bacì u Culantin-(quì mi appello al beneficio del dubbio,poichè di uno ho la certezza…)
    Ufficio Edilizia Toso-quì ,vi era l’Ufficio di Collocamento e Disoccupazione-Direttore ,Impiegato di primo e secondo livello,usciere e fattorino, sempre pronto a dare una mano a chì,ed erano tanti, a lui si rivolgeva,il Sig,Orrigo Amelio(o Ameglio?),che abbiamo già visto essere,mirabile e severo direttore della nostra famosa Cantoria ,già vista in’altra parte.
    Accanto,all’Ufficio di cui sopra,i Fratelli Negri(Ciarui)
    avevano la più importante officina meccanica con annessa
    Pompa di Benzina,che per allora,Mancu a Munegu,ghe n’èra ùna cuscì,In seguito,Mason Fulgenzio e la moglie Maria Tornatore,aprirono un negozio di Alimentari.
    Ora,uscendo dal paese,verso Isolabona,dove troviamo l’autofficina di Osvaldo,vi era un Capannone adibito a rimessa per carri-essendo di proprietà della Sig.a Aurora,già vista in Via Barberis Colomba,Alimentari,ed avendo la figlia di lei Nadia sposata in prime nozze con il Sig.Rosso Luciano-padre di Davide Rosso Tipografia-
    Questi,Luciano,adibì il capannone a laboratorio artigianale,essendo Lui molto abile ed eclettico,in molti lavori,ed in seguito,aprì la prima Sala da Ballo della Vallata(e sempre per quella benedetta Sig.a Cronaca,va detto che prima di allora le feste di Capodanno e Carnevale,si svolgevano nella palestra delle Scuole Elementari.)
    In seguito Roberto Negri(fratelli Ciarun)mise l’officina meccanica,ripresa poi da Osvaldo-
    La Casa del Prof.Recusani,nasce come Caserma della G.A.F.
    -Guardia alla Frontiera, del tempo di guerra;,un signore di Cremona o di ReggioEmilia, non ricordo(mica posso sapere tutto,qualche lacuna,datemela per favore)impiantò
    nell’immediato dopo guerra un frantoio per olive,ma presto lo cedette al sig.Arisi Lino e suo cognato ,appunto prof.Recusani.In seguito Lino Arisi si trasferì prima ad Apricale,e dopo scese in Zona Caussurin ex Dèfìsiu de Chicca.
    Quì,si diceva una volta,finsce il Palo-noi facciamo finire il Corso.
    Con questo,è finita,nel bene o nel male,a Voi giudicare,la nostra passeggiata nel tempo.
    Peccando di egoismo,se me lo concedete,è stata più la mia che Vostra,questa camminata.
    Perchè non lo nego,ricordando luoghi,persone e situazioni da me vissute e, a me care,
    non mi sono mancati momenti di profonda emozione.
    Perciò,a conclusione di questa passeggiata,voglio dire grazie a Voi ,che avete avuto (il coraggio ?)la pazienza di leggere,un grazie infinito a John,che mi ha accompagnato , sostenuto e spronato,un grazie a Paola Anfosso per il sostegno tecnico,all’Ing.Fbrizio Cialone,
    per la strategia bellica nella lotta contro il Mostro,ed un grazie infinito a tutti coloro che con la loro presenza,anche se da anni mancano all’appello quotidiano fisicamente ,ma sempre presenti con il loro insegnamento,i loro affetti .

    P.S.Sempre per quella gent.ma Sig.a Cronaca,manca all’appello una bottega,-La Farmacia-Chiedo scusa,ma come ho detto,a proposito del Bar Pastissi-ci vorrebbero due volumi per la storia ed un coraggio,che al momento io non ho.Magari più avanti..chissà!.ma come dice un vecchio proverbio “un sorriso ed un saluto, non si nega a nessuno”almeno,quello si, lo voglio fare,ciao Bigi,Jaqueline,Franco e Cocò (Lola)

  98. Maurizia Palmesino - 5 August 2009 alle 14:13

    Per caso ho letto il suo blog e con immenso piacere ho visto che lei ricorda la Famiglia Salvagni e il mio papà Ivan Palmesino, indicandolo come facente parte degli allora giovani Leoni.
    Mio padre amava Dolceacqua e pur avendo abitato a Genova per motivi di lavoro, spesso veniva a fare una visita e a salutare i suoi amici di gioventù.
    Quando è mancato ho tenuto fede al suo desiderio e al suo amore per Dolceacqua e lì infatti riposa dal 03.11.2002.
    Grazie.
    Maurizia

  99. jose saccani - 19 July 2009 alle 01:11

    Chiedo scusa:ma debbo dire alcune cose ,a parte alcuni errori di ortografia,che, mi si dice ,succedono nelle migliori famiglie,non ho menzionato,nel Rondò,l’esistenza ,un tempo ,del Fabbroferraio e Maniscalco,U Seva,artista elegante, nella lavorazione del ferro battuto artistico.Lo ricordo come uomo severo ma giusto,poco incline alle facili battute,ma molto intelligente ed arguto.Ricordo,quando noi ragazzi,ci rivolgevamo a lui,per la riparazione o realizzazione di alcuni oggetti da pesca,era sempre disponibile a toglirci dai guai,con alla fine,la classica ramanzina,doverosa per il suo ruolo,ma che nulla faceva
    per nascondere il suo piacere,di vederci…posso dire biricchini?
    Mi sarei sentito in colpa se non avessi ripreso in tempo questo ricordo,per me doveroso ,nei suoi riguardi.
    Mi ripeto-se ho dimenticato qualche situazione o qualcuno
    ,chiedo scusa,e come dicevano un tempo,-mi cospargo il capo di cenere- Grazie ancora a tutti.E , Bona a Vui

  100. magaglio - 20 July 2009 alle 18:47

    cospagi cospargi

  101. jose saccani - 19 July 2009 alle 16:21

    Questa mattina,sono andato su alla casa degli Scaravagli,quella dei miei nonni,fuori ,dal lato cucina,c’è un fornello,dove mia Nonna,accendeva il fuoco per fare il bucato con la ” Lesciveusa “.Ho raccolto alcuni sterpi,quattro legnetti,ho acceso un piccolo focherello,poi,assicurandomi che non ci fosse alcun pericolo di propagazione,l’ho coperto con una vecchia pentola,messa al contrario,e sono sceso in paese.
    Questa sera sono risalito,il fuoco era spento ,ma c’era della cenere,(quello che volevo,infatti)l’ho presa,e come promesso me la sono messa in testa,N.B.avevo la testa fresca di bucato(doccia).
    Ora,m’immaggino,i commenti:1°-il caldo lo ha rintronato-2°-ha bevuto troppo-3°-è rico……o del tutto-e chi più ne ha più ne metta-La verità-sono coerente.
    Ieri,l’ho detto,è facile che dimentichi qualcuno,per cui la conseguenza era una,me ne sono accorto,ed ho pagato pegno.
    La dimenticanza-nella gestione della Tabaccheria ” Da u Mè “del Sig,Walter Garoscio,non ho citato la moglie Sig,a
    Elena,(onestamente voluta,ma poi ripensata)e della Sig.a Sonia Bruzzese,che per molti anni,gli è stata preziosa ed affezionata collaboratrice.Questo è quanto,per ora.
    Ma sicuramente, il rito si ripeterà.Bona a Vui

  102. magaglio - 20 July 2009 alle 19:13

    cospargi

  103. magaglio - 20 July 2009 alle 19:20

    ma carissimo NINUT non ti ricordi come certa gente di questo bellissimo PAESE ci guardava dall’alto al basso solo perchè tu figlio di e io figlio di le cose saranno cambiate ma non POSSO dimenticare ciaooooooo

  104. jose saccani - 22 July 2009 alle 07:47

    Per la serie nessuno è perfetto:questa mattina ,mi ha chiamato al telefono la Sig.a Sonia Bruzzese,(mia affezionata spina nel fianco da una vita-il nostro è amoreodio collaudato),facendomi notare una dimentincanza nella cronologia di gestione della tabaccheria ” da u Mè “.
    In ‘effetti,Sonia ha ragione,infatti prima del Sig. Walter Garoscio,ha gestito la stessa il Sig. Gianni Solamito,con il fiflio Enrico e la moglie di questi Anna.
    Fortunatamente,la telefonata ,è giuta questa mattina presto,per cui,avendo messo da parte un pò di quella cenere,prodotta dal mio focherello,ho avuto il tempo di cospargemene il capo prima della doccia.
    Ringrazio Sonia ,dell’acuta osservazione.Sempre puntuale,Lei!!!.(bàsta dàme à còlu lè sempre prunta.)
    Va detto a mia discolpa,che è stata una distrazione visiva,in quanto avevo annotato il fatto sul mio brogliaccio,ma non l’ho riportato nella stesura.
    Grazie dell’attenzione,ed alla prossima.Bona a Vui

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