Dolceacqua: arrivano i ‘Bistrot du Pays’

Leggo su sanremonews.it che oggi, martedì 14/10/2008, all’interno del Castello dei Doria di Dolceacqua, si è tenuta la riunione degli stati generali delle regioni del programma Alcotra-Alpi Latine Cooperazione Transfrontaliera, di cui la Regione Liguria fa parte. A ben leggere, pare un evento piuttosto importante, peccato che sul sito del Comune di Dolceacqua non ve ne sia traccia …
Comunque, pare che a Dolceacqua, per la prima volta in Italia verrà creato (uno o più di uno, non si capisce) un ‘Bistrot du Pays’, letteralmente spazi accoglienti aperti in località nelle vallate dell’entroterra in cui trovare i profumi e i sapori del territorio, poter gustare e acquistare i prodotti tipici di qualità, trovare informazioni e guide turistiche.
A questo punto sarei curioso di capire in cosa materialmente consista un qualcosa di simile: un mercatino, degli stand fissi, vari punti informativi disposti per il paese?
Mi piacerebbe conoscere più a fondo quella che pare una buona iniziativa per il paese, sperando sempre che qualcuno la spieghi e la pubblicizzi adeguatamente.

(da sanremonews.it)

Pronti a debuttare in Liguria, per la prima volta in Italia, i ‘Bistrot du pays’. Sono spazi accoglienti aperti in località nelle vallate dell’entroterra in cui trovare i profumi e i sapori del territorio, poter gustare e acquistare i prodotti tipici di qualità, trovare informazioni e guide turistiche. Ma non solo: anche il modello ligure dei ‘Bistrot du pays’ punta a farli diventare il motore di un nuovo prodotto turistico-territoriale di eccellenza e ben organizzato e in grado di offrire innumerevoli servizi ai turisti. In Liguria saranno quattro: due nell’Imperiese e due nel Savonese.

Il via libera al progetto, finanziato dell’Unione Europea, è arrivato oggi al Castello dei Doria di Dolceacqua, nel corso della riunione degli stati generali delle regioni del programma Alcotra-Alpi Latine Cooperazione Transfrontaliera, di cui la Regione Liguria fa parte. Il piano integrato transfrontaliero che comprende le nuove strutture, proposto, insieme con la Regione Liguria, dalla Provincia di Imperia e dal Consiglio Generale di Alpes Maritimes, si chiama Tourvalcafè e analizza in modo approfondito l’esperienza francese dei bistrot du pays, il loro trasferimento sul territorio ligure e il loro sviluppo in Francia.

Molto soddisfatto dell’approvazione del Piano integrato transfrontaliero, che affronta tutte le tematiche del ruolo del turismo nell’economia delle regioni transfrontaliere, l’assessore all’Agricoltura della Regione Liguria Giancarlo Cassini, presente alla riunione di Dolceacqua.

I bistrot du pays, veri e propri centri polifunzionali di aggregazione per favorire il turismo, rientrano negli obiettivi e sono uno strumento di aggregazione previsto dalla legge regionale ligure sugli itinerari dei gusti, dei profumi e dei sapori approvata dal Consiglio Regionale l’anno scorso. Obiettivo: promuovere percorsi turistici a valenza agricola, enogastronomica, ambientale e culturale, nel pieno rispetto delle peculiarità del territorio.

John , 14 October 2008

Commenti

477 Commenti a “Dolceacqua: arrivano i ‘Bistrot du Pays’”

  1. zizio - 14 October 2008 alle 18:44

    Come iniziativa la ritengo molto interessante. Spero che non ci si riduca a mettere nella piazza della Terra degli STAND BIANCHI dove poter acquistare dei pomodori secchi e delle bottiglie di olio!!
    Dal mio punto di vista l’ideale sarebbe reperire un locale dove il turista può respirare l’aria dell’antico borgo medioevale e contemporaneamente apprezzare,sotto forma di degustazioni, i sapori tipici della nostra cucina.Ma una cosa del genere può essere gestita dal comune o c’è bisogno dell’intervento di qualche privato?

  2. saraceno06 - 14 October 2008 alle 23:54

    ho provato a fare una ricerca ma alla voce ” Tourvalcafè ” non ho trovato nulla, se c’è già un’esperienza analoga in regione paca ed anche se ogni realtà è a se stante, sarebbe interessante vedere come la hanno realizzata i nostri vicini che sul modo di valorizzare i loro paesi e i loro prodotti hsono secondi a pochi
    Detto questa l’idea è sulla carta ottima anche se come dice zizio non è esente dal rischio del poter cadere nel già visto e nel ripetitivo.
    A mio parere un’iniziativa di questo genere dovrebbe essere affidata a privati con un forte incentivo pubblico, senza dover essere imbragata in mille pastoie burocratiche.
    Penso a giovani che amino il nostro territorio nelle sue varie espressione e che possano vedere in questo mezzo un modo di valorizzare le proprie conoscenze avendone un ritorno economico che li invogli a migliorare mettendo ciò che sanno, ricercando, attingendo alle fonti che non mancano con lo scopo di creare una struttura in divenire al servizio del turista e fiore all’occhiello del paese.
    Fondamentale è evitare la banalità

  3. fulga - 15 October 2008 alle 12:35

    I “Tourvalcafè” rientrano in un progetto europeo di cui fanno parte Liguria, Piemonte e alcune zone della vicina Frncia.
    E’ un progetto molto ampio fatto di diverse “linee” di progetto che porteranno in Provincia di Imperia alcuni milioni di Euro.
    Riferendomi alla domanda in particolare posta, questo progetto intende riprendere quelli che in Francia vengono chiamati “Bistrot du Pays” (spero sia giusto grammaticacamente) che sono bar o negozi in cui nei piccoli paesi all’interno di un percorso turistico, fanno attività di ufficio informazione e promozione dei prodotti del Territorio.
    In questo progetto si intende individuare un certo numero di Paese in cui realizzare questo “luogo” dove il turista potrà non solo ricevere informazioni turistiche ma anche degustare ed acquistare i prodotti tipici del territorio.
    Quindi nessun mercato, tende o altro, ma un luogo.
    Naturalmente il nostro Comune si è già da tempo proposto per poterne avere uno qui nel nostro Paese e aspettiamo di sapere qualcosa in merito.

    Non a caso la riunione, che era un incontro tecnico di puro lavoro, si è svolta a Dolceacqua, anche grazie all’interessamento dell’Assessore Regionale all’Agricoltura Giancarlo Cassini, che di questo progetto con il Suo Assessorato è l’Ente coordinatore.
    Il fatto che siano venuti rappresentanti questi territori a noi ha giovato sia in termini del progetto specifico che di immagine. Tutti sono rimasti colpiti favorevolmente del paese e del luogo della riunione: il Castello.

    E questo è uno degli obiettivi, far diventare il Castello un luogo di ritrovo non solo artisico e culturale, ma anche per incontri e convegni generando così economia e ricaduta sul Paese.

  4. John - 15 October 2008 alle 14:29

    Grazie mille per partecipare al Blog innanzitutto. Come cittadino e ancor più come Amministratore credo che i tuoi interventi potranno giovare molto alla causa. In tal senso invito tutte le eventuali parti “politiche” del paese ad intervenire per dare sempre più completezza alle discussioni.
    Detto questo dico che mi fa piacere cominciare a capire il senso dell’iniziativa che non pare affatto male. Come dice saraceno06 i cittadini transalpini in questo ambito sono anni luce avanti rispetto a noi, (basti vedere come hanno saputo valutare la vicina Provenza) pertanto il fatto di ispirarsi ad alcune loro iniziative credo sia positivo.
    A questo punto spero che vengano quanto prima diffusi i dettagli specifici dell’operazione in modo che tutta la cittadinanza, gli esercenti commerciali in particolare, possano capirla a fondo e, se ben organizzata, apprezzarla.

  5. gturs - 15 October 2008 alle 21:01

    Che fortuna che avete a Dolceacqua, io sono venti giorni che ho aperto il blog per Isolabona e pur avendolo fatto sapere al Sig. Sindaco in persona, nessun amministratore si è degnato di farmi visita, o per lo meno di fare commenti.
    Bravo Fulvio, tu si che fai l’amministratore comunale.

  6. dandologiovanni - 15 October 2008 alle 17:13

    “bistrot du pays”????? dove siamo? EN FRANCE o in ITALIA?!!!!!

    Ma chiamiamoli: OSTERIA, TAVERNA, LOCANDA, MESCITA, BOTTEGA, ECC., o meglio le stesse in dialetto NOSTRANO.

    Certamente i N/S cugini d’oltralpe non si sognerebbero mai di dare a dei loro locali tipici un nome ITLIANO.

    Sicuramente l’iniziativa è lodevole, però cerchiamo di LOCALIZZARE bene quanto da fare; direi che il vicino Piemonte potrebbe darci qualche idea. Di recente ho visitato il Comune di Neive nelle Langhe; a parte il magnifico Centro Storico conservato come non pochi, quello che mi è rimasto impresso è lo stupendolocale di proprietà comunale, e ubicato nei sotterranei della sede municipale; chiamato “l’OSTU” dove sono in degustazione, vendita e promozione tutti i prodotti locali, tr tutti il Barbaresco per non parlare dei tartufi,delle grappe, ecc. Inoltre vi sono dei tipici negozi, arredati “COME UNA VOLTA” che vendono e propongoo con intelligenza sempre i prodotti locali.

    Questo è un piccolo esempio, altre località sia piemontesi che lombarde si proponono in questo modo.

    La nostra Dolceacqua sarebbe adatta per queste iniziative, ben pochi ricordano “A VIA DE BUTEGHE” questa sarebbe l’occasione per ripristinarla trovando e creando così posti di lavoro per i giovani.

    Svegliamoci, ci vanno i fatti non le parole, i nostri giovani sono costretti per la maggior parte ad andare a cercare lavoro altrove, aiutiamoli, molti di loro se lo meritano.

    Complimenti per questo blog e per la competenza PACATA ed OBIETTIVA del creatore.

  7. John - 15 October 2008 alle 17:22

    Ciao e benvenuto.
    Ottima idea portare esperienze da territori a noi affini.
    Potresti cortesemente in sintesi ricordarci cos’era “A VIA DE BUTEGHE”? In più di 30 anni è la prima volta che ne sento parlare.
    Grazie mille!

  8. saraceno06 - 15 October 2008 alle 17:58

    anch’io non ho mai sentito parlare de ” a via de buteghe ” è molto suggestiva come idea, raccontaci sono curioso anch’io

  9. dandologiovanni - 15 October 2008 alle 18:55

    Mi dicono i “VECCHI” che una volta l’unica via che portava attraverso DUSAIGA all’alta valle Nervia era la via Barberis Colomba, che ai tempi era caratterizzata dagli innumerevli esercizi commerciali. Questa è LA VIA de le Buteghe.

    Pongo un’altro quesito: chi era BARBERIS COLOMBA, dai nostri VECCHI me lo farò raccontare.

  10. fulga - 16 October 2008 alle 14:33

    Ritorno al discorso “bistrot du pays”.
    Non ho detto che si chiameranno così e non so neppure come si chiameranno perchè questo lo decideranno gli enti preposti al progetto, ma che ricordo essere internazionale. Condivido che il nome sia “locale” ma vedremo. Se mai quando sarà il momento, scoperto il nome, potremmo fare una sorta di petizione ;-))

    Interessante invece il discorso delle “A VIA DE BUTEGHE” che se pur non ricordo il nome, tutti sappiamo che via barberis una volta era “LA VIA DI TRANSITO” per cui sede naturale dei negozi, e molti c’erano ancora negli anni 60-70.

    Via Barberis è una via molto discussa per il suo stato, oggetto di discussioni ed interventi.
    La pulizia e l’ordine deve partire dal Comune ma supportata dall’educazione ed il civile vivere dei cittadini.
    Nella terrà il problema è minore ma forse proprio perchè c’è attività commerciale.
    Allora ho mentalemnte generato una idea, che darebbe vita anche a questa parte del Paese, che è uno dei prossimi obiettivi che una Amministrazione deve porsi.
    Creare le basi perchè nascano dei negozi di artigianato e di prodotti tipici. Non uno o due, perchè non creerebbero interesse, ma almeno 15- 20.
    I locali ci sarebbero, bisognerre solo convincere i cittadini ad affittarli e a prezzi agevolati perchè chi svolge queste attività non ha certo grandi guadagni.
    Attraverso la ricerca di fondi, di agevolaizoni su tasse, il comune potrebbe favorire questa iniziativa.
    Cosa ne pensate?

  11. fulga - 17 October 2008 alle 11:45

    Per Saraceno06

    C’è un sito francese che parla di qeusto che è http://www.bistrotdepays.com.
    Ma tieni presente però che il progetto Europeo di cui si parla avrà caratteristiche diverse.
    Il progetto però è ancora in una fase operativa di gestione e definizione tecnica per cui mutevole di cambiamente. E neanche io ho informazioni precise non facendo parte del comitato tecnico.
    Ma mi prometto che non appena ci saranno versioni definitive ed ufficiali vi informerò.

  12. saraceno06 - 17 October 2008 alle 12:53

    grazie fulga; l’iniziativa è molto interessante e simpatica, mi pare che con le opportune correzioni un locale del genere a dolceacqua starebbe benissimo; seguiremo volentieri l’evolversi dell’iniziativa;
    così come è concepito in francia rispecchia quello che io pensavo, non capisco però se tutto ciò sia nato dietro la spinta e con l’aiuto del pubblico o se l’intervento pubblico si limiti al momento organizzativo di collante della rete federativa di questi bistrots e a far conoscere le loro iniziative.

  13. zizio - 30 January 2009 alle 09:18

    Scusate, qualcuno ha qualche notizia sui bistrot du pays???L’ultimo post in merito è del 17 ottobre 2008. Siete a conoscenza di qualche novità???
    Ciao e grazie

  14. La Finestrella - 15 January 2012 alle 17:53

    Ciao a tutti sono forse un po in ritardo ma comunque essendo in Italia le cose vanno sempre per le lunghe e così cercando sul web su i “Bistrot de Pays” scopro che già nel 2008 se ne parlava .Oggi 2012 Gennaio quasi tre anni dopo l’ultima richiesta di notizie sui bistrot non sono ancora effettivamente attivi i famosi ” Bistrot” che ovviamente nel tempo hanno avuto delle modifiche.
    Nel 2011 sono partiti i primi incontri per scegliere e dotare i futuri “Bistrot” delle nozioni e delle informazioni per poterlo diventare.Nel frattempo vi sono state riunioni nelle quali si è delineato il percorso che le strutture avrebbero dovuto intraprendere ed infine l'”Eductour Francese ” nel quale si è andati a verificare insieme all’Ufficio Turismo e Promozione di Imperia,la CCIA di Imperia ,la CCIA di Nizza ,il Partenariato Italo-Francese, La Cotè d’Azur ed altri enti Francesi legati al Progetto ” Pit Tourval Cafè” Italo-Francese del quale il “Bistrot de Pays ” fa parte.
    Nell’Eductour francese ci siamo confrontati con i nostri partner d’ltrealpe e con la “Federazione dei Bistrot des Pays ” presente con il suo Direttore Generale Mons.Bastien Giraud .
    Al ritorno in Italia hanno seguito altri incontri sia in Provincia che alla CCIA di Imperia nelle quali sedute si è stabilito che il nome finale da dare ai componenti del progetto fosse ” Bistrò di Paese”.
    La settimana scorsa è terminato l'”Eductour Italiano” nel Quale sono stati i francesi a venire a vedere le nostre strutture le quali hanno presentato i nostri prodotti locali.
    A breve saranno fornite le Insegne, i mobili e i componenti i quali saranno d’obbligo per tutti i Bistrò che con concessione d’uso del Marchio già registrato dovranno farne uso sia come attivita commerciale che come “Tourism Point”.
    Vi elencherò ora i nomi di tutti i ” Bistrò di Paese”

    Osteria del Rododendro- Montegrosso Pian Latte
    Albergo Santo Spirito – Molini di Triora
    Casa di Remo-Olivetta San Michele
    Trattoria dalla Etta-Lucinasco
    B&B da Maria – Molini di Prelà
    Locanda dello Scoiattolo-Pornassio
    A Bitega du Paise – Pantasina di Vasia
    ed infine ” La Finestrella di Montalto” Ristorante-Locanda che vi ha scritto il commento ciao a tutti e se volete ulteriori informazioni circa questo progetto inviatemi un’email.

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