Sus scrofa (cinghiali zona Dolceacqua)

Particolare di un cinghiale abbattuto recentemente

Particolare di un cinghiale abbattuto recentemente nella zona di Dolceacqua

In riferimento al problema dei cinghiali che devastano le nostre campagne, sollevato da un utente di questo blog volevo fare alcune precisazioni.

Sui soggetti di cinghiale presenti nella nostra provincia non sono riscontrabili segni di avvenuta ibridazione con i comuni maiali domestici. Nonostante si possa pensare il contrario quando si vedono animali che gironzolano tranquillamente di giorno vicino a case, strade, orti, ecc., questi comportamenti non sono dovuti al fatto che la specie sia stata incrociata, ma al fatto che la struttura sociale della specie risulta spesso alterata.
Mi spiego meglio.


Il cinghiale che si vede nella foto aveva quando è stato abbattuto un’età di 9/10 anni determinata dall’esame della dentizione (le difese misuravano 23 cm!!!). Soggetti cosi’ anziani sono molto rari purtroppo, infatti la popolazione attuale è composta per il 90% da soggetti che non superano i due anni di età. Questo comporta che femmine di 10/12 mesi e peso inferiore a 40 kg siano già in gestazione, fecondate da maschi della stessa età o poco superiore. Il risultato è che il corredo genetico risulta impoverito, fenomeno che risulta molto più accentuato se ci sono casi di consanguineità, e la prima conseguenza è l’erratismo della specie.
Il cinghiale dunque è ancora una specie selvatica al 100 %, ma i suoi comportamenti sono influenzati da una serie di fattori quali siccità, carenza di cibo, stress e appunto impoverimento del corredo genetico.
Per cercare di risolvere il problema occorrerebbe ripristinare il giusto equilibrio della specie, ovvero “lasciare invecchiare” la percentuale di soggetti necessari migliorare il corredo genetico dei singoli capi.
Io da cacciatore sarei disposto a fare qualche sacrificio, ad esempio lasciar passare qualche femmina seguita dai piccoli o qualche maschio giovane e limitare il tiro alle bestie rosse, ma l’impegno deve essere generalizzato. La provincia dovrebbe applicare un piano di abbattimento più restrittivo nei confronti dei soggetti adulti, e prendere le dovute misure perché questo venga rispettato.
I miglioramenti non saranno immediati, ma nel giro di 3/4 anni la situazione potrebbe cambiare.
Ai contadini ed agricoltori, che purtroppo sono i più colpiti da questa situazione, il consiglio che posso dare è quello di non lasciarsi tentare di fare giustizia da soli: anch’io ho svariate campagne tra cui una vigna, e vedere vanificato in una sola notte tutto il duro lavoro fatto sicuramente non fa piacere a nessuno. Ma abbattere la cinghiala che porta i suoi porchetti a mangiare l’uva non risolve il problema, anzi la dannosità del branco aumenterà notevolmente.
Il problema dovrebbe essere affrontato più seriamente dagli enti interessati.
Improvvisarsi tecnici faunistici ed autorizzare ad esempio battute di sfoltimento estive, serve solo a dare il contentino a cacciatori (?!?) e non, ma peggiora ulteriormente la situazione.
Speriamo che qualcuno di veramente competente si faccia avanti e affronti il problema con le misure adeguate.

Stupa IV , 19 November 2008

Commenti

308 Commenti a “Sus scrofa (cinghiali zona Dolceacqua)”

  1. Ninut - 19 November 2008 alle 22:08

    Premesso che io sono incondizionatamente contro chi si definisce cacciatore con un fucile in mano
    Credo che sia ampiamente dimostrato che chi ha un fucile in mano, spara a tutto ciò che vola dalle, zanzare alle aquile (se è un cacciatore da piuma) e dalle talpe ai cinghiali (se è un cacciatore da pelo)
    Leggo con stupore che la popolazione dei cinghiali che causa tanti danni alle culture della zona, ha per circa il 90X100 in
    media 2 anni di età!! Ma vi rendete conto come sia stato distrutto un anello della catena naturale?
    I cinghiali sicuramente come tutti gli esseri viventi hanno uno scopo nella loro “collocazione” certo che se non hanno le loro
    “Guide anziane naturali” cambiano abitudini, si avvicinano alla civiltà, causano danno alle culture anche se l’abbandono di molte attività agricole contribuisce a questo, io non ho mai visto un cinghiale vicino al paese
    ( Salvo uno portato da una piena del fiume che qualcuno ha cercato di impallinare dalle parti della farmacia)
    Poi ho trovato in questo post una frase che mi ha fatto che mi fà rabbrividire, testuale: Io da cacciatore sarei disposto a fare qualche sacrificio.
    Perchè senza i tuoi sacrifici saremmo invasi dai cinghiali? o e stato il dottore ad ordinarti di sparare ai cinghiali?
    Considerate che qualche robusta “scarassa” e qualche decina di metri di rete metallica, costa molto meno della vostra licenza, delle vostre cartucce, dei vostri poveri cani, della benzina che consumate…..senza contare dei danni che arrecate alla natura.
    vi conviene sicuramente dedicarvi ad altro.
    Certo che un vespaio sia sollevato da questo “Post”
    Vi saluto.

  2. gturs - 20 November 2008 alle 21:04

    Ninut sei vegetariano?

  3. giovanni - 20 November 2008 alle 08:57

    Considerato che questo argomento è UN BEL VESPAIO ed è finalmente un VERO ARGOMENTO, ritorno ad intervenire
    “IN VIA PROVVISORIA” nel blog.
    Visto che Stupa IV vuole dare lezioni sul “PORCASTRO” riporto testualmente la sua definizione scientifica:
    etimologicamente il nome deriva dal latino (pŏrcum) singulārem, porco solitario, cui si è sovrapposta cinghia, riferito alla striscia di peluria più chiara attorno al collo.
    In Italia la specie è distribuita, con areale discontinuo, dalla Valle d’Aosta fino alla Calabria, in Sardegna, in Sicilia, nell’isola d’Elba ed in altre piccole isole, dove però è stato introdotto dall’uomo in tempi recenti. Popolazioni meno numerose si incontrano in alcune regioni prealpine e sui monti di Lombardia, Veneto, Trentino e Friuli, oltre l’introduzione favorita dall’uomo (cacciatori), dal punto di vista storico, molto recente in Liguria attraverso la Francia.
    L’argomento CACCIA era stato già stato dibattuto in “post”, considerati fuori argomento, dallo scrivente e Stupa IV.
    Riporto quanto “postato” da Stupa IV il 10 novembre c.a.:
    “Per quanto riguarda i cinghiali invece il discorso è ampio: innanzitutto la parola STERMINIO non è contemplata in in discorso serio di gestione faunistica e territoriale. Comunque la provincia di Imperia a mio parere ha un piano di gestione della specie cinghiale molto permissivo verso la caccia: il contingente di abbattimento dei capi è del 90% della popolazione.
    Una percentuale altissima, considerato che per altre specie risulta molto più bassa, ad esempio il 18% per il camoscio. In più viene concesso l’uso di mezzi che facilitano la caccia, come ad esempio i trasmettitori LPD, le carabine senza il caricatore limitato, la possibilità di spostarsi con l’auto durante la battuta, ecc. ecc. Tutte cose che nella vicina Francia sono assolutamente vietate!!!
    Noi cacciatori siamo spesso mal visti, ma ti assicuro che se i cacciatori di cinghiali della provincia di Imperia per protesta si mettessero tutti d’accordo e “scioperassero” per un anno dall’andare a caccia, gli assessori provinciali arriverebbero in ginocchio ad implorarci di riprendere l’esercizio venatorio!!! Perchè la caccia al cinghiale non è così semplice come credi, nonostante gli animali siano numerosi per cacciare con buoni risultati occorre molta esperienza, conoscenza maniacale del territorio, affiatamento di squadra, cani correttamente addestrati e soprattutto PASSIONE!!! Dote che solo i veri (e pochi purtroppo) cacciatori hanno, gli altri sono solo semplici “portatori di fucile”.
    Per dimostrartelo ti invito a partecipare ad una nostra battuta, così potrai vedere dal vivo le difficoltà che si incontrano… è solo la passione che ti fa alzare alle 4 del mattino per andare a pestare roveti tutto il giorno con qualsiasi condizione climatica e ritornare alla sera di buio, magari a mani vuote e con i cani che sono rimasti a vagare nel bosco e il giorno dopo devi andarli a cercare…”
    Cito la mia risposta del 10 novembre c.a.: “Per quanto riguarda i porcastri bisognerebbe fare un lungo discorso in merito. Comunque in tal proposito voglio dire che, per me, NON SAREBBE DIFFICILE decimarli sti pseudo cinghiali; perchè basterebbe aprirne la caccia tutto l’anno,forse in pochi anni potrebbero essere sterminati; però immagino che i cacciatori non vedano di buon occhio ciò, la Regione e la Provincia tramite le potenti associazioni della caccia a questa proposta non CI SENTONO; preferiscono elargire finanziamenti per i danni anzichè prevenire…”.
    Nel merito, poco importa se i “PORCASTRI” siano o no di pura razza, ma quello che importa è che queste bestie sono molto, ma molto dannose per le nostre campagne.
    La “CASTA” dei cacciatori, come ho già asserito, ha tutte le convenienze al mantenere questa situazione. Ninut dice che la media di questi animali è di 2 anni di età; perchè?: ma lo spiega lo stesso Stupa IV: “Io da cacciatore sarei disposto a fare qualche sacrificio, ad esempio lasciar passare qualche femmina seguita dai piccoli o qualche maschio giovane e limitare il tiro alle bestie grosse”…..
    La ragione si trova in questa frase, questo fanno; certamente i cacciatori vogliono mantenere il loro “GIOCATTOLO” nelle condizioni a loro più favorevoli.
    Il problema dei problemi è anche che gli Enti interessati sono governati in maggioranza dagli stessi cacciatori, vedi Comuni, Provincia e Regione, o sbaglio!!!!
    Grazie per l’attenzione.

  4. Stupa IV - 20 November 2008 alle 10:41

    @ Ninut
    Innanzitutto non puoi generalizzare dicendo che chiunque abbia un fucile in mano spari a qualsiasi cosa si muova.
    Sono il primo a dire che nella nostra zona ci siano cacciatori che non sono degni di essere chiamati tali a causa dei loro comportamenti VERGOGNOSI!!! Ma cio non toglie che ce ne siano altri che invece praticano correttamente l’esercizio venatorio…
    Hai invece ragione nel fatto che con qualche scarassa e un po’ di rete si puo’ fare molto. Io sono ormai quasi dieci anni che ho recintato elettricamente la mia vigna, e da allora i cinghiali non vi sono mai più entrati. E ho speso molto meno di quanto costa la licenza per un solo anno, nonostante la vigna sia abbastanza estesa e non mi sono bastate “quattro scarasse”. A volte si fa prima ad agire che a mugugnare…
    @ giovanni
    mi sembra che tu abbia fatto un po’ di confusione:
    i post del 10/11 che hai richiamato sono al contrario, il mio è la risposta al tuo e non viceversa… ma questo ha poca importanza… il fatto è invece che tu dici che io, o noi cacciatori (dei quali se non sbaglio fai parte anche tu) vogliamo mantenere il GIOCATTOLO nelle condizioni più favorevoli solo per interessi nostri.
    Penso sia di interesse comune che la specie ritrovi il suo equilibrio naturale, anche perchè come ha detto Ninut i branchi senza la loro “Guide anziane naturali” cambiano abitudini, si avvicinano alla civiltà e causano danno alle colture.
    Non ho ancora capito però la tua posizione: prima predichi lo STERMINIO dalla specie e poi in un altro post mi dici che la caccia dovrebbe servire solo al sostentamento… boh…
    Cmq in un mio recente viaggio di caccia in Austria ho pototo constatare che in materia faunistica abbiamo molto da imparare…. Li c’è una gestione del patrimonio animale e forestale che definirei perfetta. I cacciatori praticano la caccia nel pieno rispetto della natura (ho camminato 4 gg dall’alba al tramonto nei boschi e non ho visto nè un bossolo di cartuccia sparata, nè una cartaccia)… I piani di abbattimento vengono rispettati TASSATIVAMENTE e gli animali, pur essendo molto numerosi, sono perfettamente in armonia con il territorio e la popolazione. E ultimo ma non meno importante, i cacciatori sono ben visti dagli altri cittadini…

  5. giovanni - 20 November 2008 alle 12:15

    All’esimio cacciatore internazionale Stupa IV;
    Ti invito a leggere bene il “post” riguardo alla mia presunta predica sullo sterminio!!!!! E’ evidente la poca padronanza della lingua.
    Visto la Tua esperienza austriaca, perchè quella GESTIONE non la proponi da noi?
    Immagino che gli “addentellati” politici non ti manchino.
    Cosa mi rispondi in merito a quei Cacciatori locali che hanno dedicato, o dedicano attualmente, una porzione del loro terreno alla coltivazione di cereali e/o altro
    “PER NUTRIRE LA SELVAGGINA”?
    Certo che le incongruenze nella nostra GESTIONE DELLA FAUNA sono singolari; o ho fatto confusione!!!
    Buona caccia.

  6. Stupa IV - 20 November 2008 alle 15:01

    Non sono a conoscenza del fatto che nella ns. zona ci siano le “cosiddette colture a perdere” destinate all’alimentazione degli animali selvatici. Se ce ne sono sono comunque molto poche, al contrario di altre zone d’Italia. I cacciatori che sono promotori di questa iniziativa sono comunque da ammirare. Se ci fosse una campagna seria di questo tipo sarei ben disposto a cedere qualche appezzamento di terreno a tale scopo. Deve però essere, a mio avviso promossa dall’amministrazione provinciale con la collaborazione delle associazioni venatorie. Non è che possiamo metterci io, te e altri quattro gatti a seminare mais e grano nei terreni incolti di Dolceacqua e dintorni…
    Per quanto riguarda l’Austria, in varie zone dell’arco alpino, quali le provincie di Bolzano, Belluno, ed il Tarvisiano, c’è già una gestione di quel tipo ma ci si è arrivati in tanti anni. Non si puo pensare di cambiare radicalmente da un giorno all’altro, però bisognerebbe cercare di intraprendere la strada in quel senso.
    In ultimo io non sono un politico e non intendo farlo, anche se magari come dici tu gli “addentellati” non mi mancano. Non intendo sostituirmi a chi di dovere, perchè penso che ognuno debba fare il suo lavoro, ed io non sono ne un tecnico faunistico ne un assessore provinciale quindi…
    In questo articolo ho voluto soltanto chiarire qualche aspetto dei problemi della fauna selvatica, di cui magari non tutti sono chiaramente a conoscenza.
    Per il resto ringrazio John, che mi ha dato la possibilità di pubblicarlo e chiudo la discussione, perchè non era mio intento sollevare “un vespaio”. Rimango comunque disponibile a qualsiasi confronto di idee ragionevoli in materia, perchè a caccia c’è sempre qualcosa da imparare.
    E adesso basta perchè a Dolceacqua non ci sono solo cinghiali, ma tante altre cose di cui parlare.
    Grazie per l’attenzione

  7. giovanni - 20 November 2008 alle 16:03

    Mi complimento con StupaIV, ALLORA PARLIAMONE DI QUELLA ALTRE TANTE COSE!!! Anche se purtroppo siamo io, te ed altri 4 gatti.

  8. giovanni - 21 November 2008 alle 15:25

    Invito coloro che hanno voglia di andare a leggere un bel articolo di Franco Ardissone che scrive sul notiziario n. 11 di novembre c.a. della Confederazione Italiana Agricoltori “Terra di Liguria”, titolato “MA IN CHE MONDO VIVIAMO” relativo ai Ns PORCASTRI.
    Neanche a farlo di proposito l’articolo sviscera gli argomenti che lo scrivente ha sviscerato. Concordo pienamente, anche se di concerto nella stessa pagina la CIA (non quella americana ma quella di casa nostra) annuncia che l’Amministrazione Provinciale di Imperia comunica l’apertura delle domande di contributo per la messa in opera di strutture preventive contro i danni arrecabili dai “cinghiali”!!!!!!!!!!!!!!!!
    Siamo veramente “nella terra dei cachi”.

  9. CIUMELIN - 25 November 2008 alle 20:03

    Bravo Enrico, solo oggi ho scoperto questo blog e malgrado l’ho solo visto sommariamente , già mi piace.
    Complimenti anche a Zullo che sapevo si dovesse laureare ma non a questi livelli.
    Siete chiari esempi di bravi giovani contemporanei.
    Saluti a tutti i visitatori

  10. John - 26 November 2008 alle 09:03

    Grazie mille, son sempre contento di ricevere apprezzamenti. Mi raccomando se hai da proporre qualche tema fallo senza problemi, in giro sento sempre più gente che si vergogna a scrivere … ma si vergogna di che?!!?

  11. Ninut - 25 November 2008 alle 22:03

    Inserisco questo “Copia Incolla” tratto dal nostro forum di Canoa: http://forum.ckfiumi.net

    come vedete nei cinghiali ci si imbatte in ogni zona d’Italia. Anche io un paio di anni fà ne ho incontrato
    un branco mentre scendevo il Trebbia sotto Bobbio (PC)
    Salù

    Il cinghiale del Perticara
    « inserita:: Novembre 23, 2008, 11:31:27 am »

    ——————————————————————————–

    Ore 6,15 partenza da Perugia io, il Bao e Olli che ci ha raggiunti da Terni, città industriale e proletaria del sud, (noi perugini, etruschi e snob del capoluogo di regione, la definiamo così). Raggiungiamo il Mimmi a Valdarno e dopo una consultazione telefonica febbrile con mezzo mondo canoistico (chi il sabato mattina è a letto con mogli incazzatte ci manda letteralmente affanc..) si decide: Perticara con idrometro a 135, ottimo!! All’imbarco ci aspettano il Fede ed Allo (evviva la Romagna, evviva il Sangiovese).
    Osserviamo il primo tormentato quintone, esaminiamo le linee ideali ed il buco finale che, con il livellone di ieri, potrebbe tenere. Stupore! Qualcosa di animato, quindi qualcuno, sta arrivando a nuoto e grugnisce tra una bevuta e l’altra. Potrebbe essere il Bao ma ha le zanne più lunghe, potrebbe essere Olli con i suoi centoquattro chili ma sembra più grosso, potrebbe essere il Mimmi ma non imprerca con il “maremmamaiala”. Viene frullato dal buco finale e ne esce malconcio. E’ fuori, ansima, è stordito a riva ma poi riparte rincoglionito zizzagando in mezzo al bosco.
    Da oggi per noi quella sarà la rapida del cinghialone e soprattutto sappiamo che il buco finale non tiene!!. Proseguiamo senza trasbordi. Bellissima discesa. E’ ormai sera, scendiamo per i tornanti dell’Abetone quando la macchina si inchioda. Ore 21: carro attrezzi dell’ACI. Ore 22 arriviamo a Pistoia: sembriamo un surreale albero di Natale: Il carro attrezzi, con sopra il mio voyager, con dentro noi, con sopra le quattro canoe.
    L’argano ci scarica, stacco l’assegno di Trecentoquarantaquattro euroni per il carro attrezzi, l’auto miracolosamente riparte. A mezzanotte e cinque sono a Perugia.
    Le mogli, le amanti, i figli sono incazzati (o forse fanno finta) ma noi siamo felici lo stesso anche perchè…… il buco finale della rapida del cinghialone del Pericara non tiene, e no che non tiene!!
    Un abbraccio.
    Maurizio Beccafichi HSK

  12. Stupino - 12 December 2008 alle 19:41

    Bravo fratello,menomale che ci sei,sennò di verdura non se ne mangerebbe.

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