Dolceacqua: ‘e butughe de ‘na vauta (prima parte)
La storia di un paese viene contraddistinta anche dalle sue “botteghe” e dalle attività commerciali più in generale. Tornando indietro nel tempo con il pensiero credo che ognuno di noi abbia ricordi di vita vissuta che sono legati ad un negozio, ad un artigiano, ad un bar che oggi non ci sono più.
Spesso il fatto di non vedere più materialmente una certa insegna, una vetrina, una persona che gestiva un’attività lascia alcuni piacevoli ricordi celati nella nostra mente. In questi due articoli cerco di elencare le attività commerciali di Dolceacqua degli ultimi 30 anni ordinate per pseudo categorie. Di sicuro avrò scritto qualche strafalcione (non ho messo date appositamente…) e avrò scordato qualcuno, lascio alla vostra memoria e ai vostri commenti l’onere di correggere e di integrare l’elenco e rivivere dettagli o aneddoti, ovviamente anche relativi agli anni precedenti alla mia esistenza.
Dolceacqua: ‘e buteghe de ‘na vauta (seconda parte)
Ecco la seconda parte dell’elenco delle attività commerciali degli ultimi 30 anni di Dolceacqua che non ci sono più. Come già dichiarato nella prima parte dell’articolo, correzioni alle varie castronerie che di sicuro ho scritto e integrazioni con dettagli ulteriori, aneddoti, a attività non riportate sono ben gradite.
Spero che questo elenco abbastanza asettico sia uno spunto per qualche lettore per proporre un articolo dettagliato legato a qualche attività citata o ad altre che hanno fatto la storia di Dolceacqua.
L’amore ai tempi dell’ “Aquila nera”
Aggiornato il 11/01/2009
Fu per accompagnare un amico la prima volta che misi piede all’Aquila Nera. Un amico speciale, nato per volare ma obbligato poi dai cavoli della vita a macinare milioni di chilometri sopra una locomotiva.
Aveva una ragazza che il sabato sera veniva dalla Francia per incontrarlo e l’Aquila (per noi sedicenni di trentadue anni fa si chiamava così) fu per un po’ di tempo il loro nido. Poi i due si lasciarono, la ragazza dimostrò immediato interesse per un bel milanese di casa nostra, il mio amico invece entrò quasi subito nelle grazie di una sua coetanea, questa volta italiana, di Dolceacqua per l’appunto.




