Bigi: molto più che un farmacista …

Bigi

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Qualche mese fa, sul social network più in voga del momento, Facebook, è stato creato un gruppo dedicato a Bigi, alias Renzo Barbieri, mai dimenticato farmacista di Dolceacqua.
Bigi credo che possa tranquillamente essere riconosciuto come Il Personaggio degli anni ’70 – ’80 , roba che si potrebbe scrivere un libro, ma non sarebbe sufficiente a farne carpire l’essenza a chi non l’ha veramente conosciuto.
Su Facebook sono stati inseriti una serie di aneddoti e di ricordi da parte di chi l’ha conosciuto. Visto che Facebook non è accessibile da tutti ho pensato di riportare qui alcuni di queste testimonianze, sperando che vengano integrate con delle altre.

ristorante mistral a bordighera: poteva essere l’88 circa; Bigi a tavola con amici ordina un vino; un po’ perchè c’era gente un po’ forse perchè inconsciamente sapevo che non sarebbe andata in maniera del tutto normale mando un camerierino a servirglielo
il piccolo stappa la bottiglia, versa il vino a Bigi il quale si gira verso di lui e serissimo gli dice qualcosa, e in un lampo lo vedo arrossire e girarsi verso di me, un altro attimo e arriva quasi piangente; gli chiedo che cosa ti ha detto il signore ? mi dice ha detto che il vino sa di merda…

Un uomo Un mito un Personaggio ma anche un FARMACISTA!!!
chi si ricorda la sua pozione di blu di metilene che preparava per i nostri mal di gola???
sono ormai passati 25 o forse piu’ anni …. ma il suo segno e’ vivo ed indelebile ancora oggi sul divano di mia mamma!!!

Io personalmente non l’ho conosciuto. Mio padre, però, fin da piccola, mi ha sempre raccontato una bellissima storia su Bigi… Martedì grasso del Carnevale del 1989 se nn mi sbaglio: Isolabona aveva fatto un carro, o meglio, un BORDELLO… SFILATA DI MODA… con tutte le modelle uomini!!
Arrivati a Dolceacqua davanti alla Farmacia si sono accorti che mancava il fotografo…ma ecco che appare Bigi con la macchina fotografica!! Ecco il fotografo ufficiale di quelle BELLISSIME modelle… Peccato che a fine giornata, dopo 200 scatti, tutti contenti di esser stati fotografati e di poter fare un bellissimo album, Bigi ha detto ridendo a tutti loro che il rullino nella macchina fotografica non c’è mai stato!!
E’ una storiella ridicola… ma mio padre me la raccontava sempre con il sorriso sulle labbra, descrivendo Bigi come una persona magnifica, solare e goliardica…

quando veniva al Tiffany da noi era sempre uno spasso per tutti aveva la battuta pronta . una sera a cena ci ha raccontato parte della sua gioventu’ tra storia e leggenda…fantastico ! e se avevi bisogno seriamente avevi sempre aiuto e il consiglio giusto ! un grande uomo. Molto importante la sua collaborazione con il club tenco

Noi siamo venuti dopo e Bigi ci è stato soltanto raccontato.
Abbiamo sentito parlare di Lui per la prima volta nel mese di agosto del 1990 quando scoprimmo su Repubblica (anzi no, forse era il Manifesto) che in questo piccolo paese dell’entroterra ligure alcuni cantautori come F. Guccini, P. Conte, I. Fossati, ecc. avrebbero dedicato un concerto proprio al farmacista di Dolceacqua, in occasione del primo anniversario della sua morte. Partimmo da Como con l’idea di passare un fine settimana al mare e di ascoltare un buon concerto e molto presto invece scoprimmo uomini, luoghi e idee di cui ci innamorammo e che ancora oggi sentiamo nostri.
Scoprimmo che Bigi era il commissario partigiano Kim di Calvino, allampanato, con una lunga faccia rossiccia, che si mordicchiava i baffi. All’epoca della guerra era studente in medicina, con un desiderio enorme di logica ma con la mente affollata d’interrogativi irrisolti. Aveva un enorme interesse per il genere umano: “…per questo studia medicina, perché sa che la spiegazione di tutto è in quella macina di cellule in moto, non nelle categorie della filosofia. Non è simpatico agli uomini perché li guarda sempre fissi negli occhi come volesse scoprire la nascita dei loro pensieri e a un tratto esce con domande a bruciapelo, domande che non c’entrano niente, su di loro, sulla loro infanzia.”.
Scoprimmo il carattere goliardico di Bigi. Ci raccontarono che al suo funerale chiese che la banda suonasse “È morto un bischero”. Scoprimmo che era lui il “gestore” della famosa infermeria del Tenco, dove era solito curare malori ed ogni altro genere di patologie con un vigoroso nettare degli dei della sua terra, il Rossese. Scoprimmo che la sua era una goliardia particolare, mai scontata, mai fine a se stessa. La percepimmo come il segno della gioia di vivere, come il segno di attaccamento alla vita di chi aveva esperienza e conoscenze importanti, di chi aveva fatto molta strada, di chi il genere umano lo aveva studiato e capito. …
Scoprimmo anche il carattere di questo vino importante, coltivato a metà fra la montagna e il mare, a metà fra l’Italia e la Francia, carico di sole e nel contempo asciutto e un po’ spigoloso come gli uomini di questa terra. Scoprimmo il senso dell’amicizia che lo legava ad Amilcare Rambaldi, che aveva accompagnato sin dall’inizio nella straordinaria avventura del Tenco. In “Roba di Amilcare” e in quel desiderio di abbraccio impedito dal pudore di Paolo Conte pensiamo ci sia la sintesi di quello che noi abbiamo solo percepito.
Ora stiamo zitti ma in cucina abbiamo sempre pronta una bottiglia di Rossese.

Un grande… ho un ricordo durante una festa alla P.zza del Rondò di Dolceacqua a base di enormi pentoloni di cozze… Bigi (era la sua prassi), girava tra i commensali spruzzando Rossese nelle loro gole con il classico clistere a gomma. E poi ricordo una casa piena di dischi, fumetti e libri interesantissimi… una persona di grande cultura e curiosità oltre che di grand umanità!

John , 16 April 2009

Commenti

56 Commenti a “Bigi: molto più che un farmacista …”

  1. Mandingo di Dolceacqua - 16 April 2009 alle 17:22

    Hai fatto bene a parlare di lui anche te, perchè fù una persona eccezionale. L’ho conosciuto personalmente, in quanto era il padre di due miei amici. Ricordo quando andavo da bambino a casa loro, che nonostante tutto il casino che facevamo, non riuscivamo mai a farlo arrabbiare. Una persona istruita e colta, aggiungeva a queste sue lodi: l’educazione e la pazienza. Rimarrà nei nostri ricordi per tutta la vita. Chi è meglio se ne và, chi è peggio resta. Per questo motivo penso che la vita terrena sia l’Inferno. Voglio ricordare che grazie a lui, oggi molte manifestazioni di rilievo portano il suo nome, facendo conoscere Dolceacqua in tutta Italia. Grazie ancora “Bigi”. Proporrei di dedicargli un monumento, magari propio nella piazzetta davanti alla farmacia. Vediamo se almeno questa cosa la facciamo.

  2. Ninut - 20 April 2009 alle 20:12

    Ciao Bigi!
    Ricordo ….. … ……. ……. …’…… . …….
    ….. …….., ……. ….. … ……., … .. 1966
    .. ……. … ………., …… ….. .. .. .. ……
    Tu … …… … .. . ……. ……. ……
    Eri ……… … ….. ……., ….. .. … ……… .
    Davi tanto a noi giovani, … …….. … .. ……….
    …. …… … ………..’ . … .. .. …….. .
    Compagno .. ….. ………, … ….. ……. … ….
    …… ….. ………., . …’……. .
    Con te si potrebbero scrivere pagine e pagine di vita del nostro paese, ma purtroppo nel nostro paese si sta perdendo ogni MEMORIA e l’indiferenza regna totale.
    Salù

  3. magaglio - 21 April 2009 alle 18:53

    Bigi io l’ho conosciuto benissimo un GRANDE partigiano socialista VERO e anche radicale ciao ninut

  4. jose saccani - 24 April 2009 alle 14:16

    Sono contento che qualcuno abbia ricordato il nome di Renzo Barbieri “Bigi”,a prescindere dalla sua fama di
    personggio,che è indiscutibile;non va dimentcata anche la sua generosità d’animo,e disponibilità umana,senza dimenticare anche la moglie Jaqueline,che ,anche dopo la scomparsa del marito,a chi gli si rivolgeva,ha smpre teso
    la sua mano.Noi ,che li abbiamo conosciuti dal primo giorno del loro arrivo,oltre che al farmacista ,abbiamo perso due amici.

  5. Ninut - 19 May 2009 alle 22:08

    Sapevate Che:

    L’edizione deltenco ’97 aveva fatto registrare un
    apice di commozione, lacrime e… fazzoletti.
    “Colpa” della canzone scritta da Paolo Conte
    (l’avvocato chansonnier la cui voce cartavetrata è conosciuta in tutta Europa) in onore del creatore del Tenco, Amilcare Rambaldi,
    e di un amico farmacista di Dolceacqua, Bigi, entrambi scomparsi.
    Il titolo “Canzone nascosta” era motivato dal fatto che
    il testo Conte lo aveva tenuto segreto a tutti
    (compresa sua moglie). Quando seduto al pianoforte ha recitato “Silenzio bambino, sta’zitto non ridere o piangere, sta’ bravo bambino che qui sto parlando di Amilcare!
    Con lui c’era Bigi i lunghi capelli suoi candidi
    lisciati dal vento come onde atlantiche,
    elastiche. Con l’aria di due che hanno trovato
    qualcosa. Volevo abbracciarli ma non mi veniva una scusa” in sala è scoppiato il singhiozzo generale.
    Compreso quello degli altri artisti, irlandesi Chieftains.
    Potenza della buona poesia
    Salù

  6. John - 20 May 2009 alle 08:12

    Il titolo della canzone dovrebbe essere “Roba di Amilcare”, di seguito quella che dovrebbe essere la registrazione originale al Tenco

  7. Ninut - 20 May 2009 alle 20:37

    La canzone di Conte si intitola: Canzone nascosta.
    Invece Roba di Amilcare, era un Cd uscito anni fa che conteneva canzoni a lui dedicate dai suoi “Ragazzi”
    Invece Bigi, era così particolare che….(Forse 1984)
    girò addirittura un film, si intitolava” Cavalli si nasce”
    regia di Sergio Staino , e con Paolo Hendel e David Riondino… Bigi interpretava un Oste.. inutile dire che era una parte tagliata per lui.
    Farò avere la videocasetta al Paese.
    Salù

  8. John - 21 May 2009 alle 08:21

    Sempre puntuale, fortuna che ho usato il “dovrebbe” per non fare figuracce.
    Mi hai battuto sul tempo, giusto ieri tornando a casa mi è venuto in mente che quando ero piccolo la maestra a scuola aveva raccontato che il “nostro farmacista” aveva fatto una parte in un film: pensate per noi bambini che sorpresa sapere di avere un “attore” in paese!
    Se riesci a portare qualche spezzone in digitale fammi sapere che ci tengo a rivedere Bigi
    Grazie

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