Barbadirame e Mandino su La domenica del Corriere?
In un recente commento nell’articolo sulle antiche botteghe di Dolceacqua, un nostro gradito lettore ha ricordato la “leggenda” secondo cui Barbadirame (illustre pittore di Dolceacqua) e Mandino (sarto) , avrebbero provato ad abbordare un panfilo su cui si trovava una celebrità dell’epoca, in una sorta di “performance” futurista. La discussione poi è proseguita in modo frammentato accennando al fatto che il gozzo si muovesse per raggiungere Farah Diba e consegnarle un ritratto fatto appunto da Barbadirame.
Cercando cercando ho trovato la copertina de La Domenica del Corriere del 27 aprile 1958, disegnata da Walter Molino dove pare che il personaggio in questione fosse Soraya.
Riporto la didascalia:
Didascalia: Serenata a Soraya. Due giovani di Ventimiglia, un pittore e un poeta, sapendo che il "Constitution„ su cui viaggiava l'ex imperatrice Soraya, passava al largo della loro città, presero una barca e puntarono verso quella nave. Il pittore portava un suo quadro raffigurante la "principessa triste,,; il poeta le aveva dedicato un'ode. Speravano di farsi notare dall'equipaggio e di essere ammessi a bordo: uno avrebbe consegnato a Soraya il ritratto e l'altro recitato i versi. Il mare in burrasca ha rovesciato la barca; i due artisti, ottimi nuotatori, sono riusciti a risalire sulla fragile imbarcazione ma il " Constitution „ intanto era lontano e il quadro finito in acqua.
Leggenda o fatto storico?
Commenti
4 Commenti a “Barbadirame e Mandino su La domenica del Corriere?”
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a John:complimenti,ero sicuro, che quale mago nel domare il mostro,saresti riuscito a trovare la copertina,ed io come al solito ho steccato, (poveri veci).
Non era Farah Diba ma Soraya.Sei forte.Bona Vui.
Grazie a te per la “soffiata” de La Domenica del Corriere
Ma quindi tu che all’epoca c’eri già … leggenda o verità ?!?
Verita!!
John, visto che si parla della Domenica del Corriere,
in quegli anni c’era il concorso “la foto curiosa”
E uno aveva vinto con la foto ” La casa che ride”
Fotografando da porta Lue, la casetta sopra l’attuale
Orto Slow Food, Aveva una chioma di edera, le finestre a occhi, e la cisterna a forma di sorriso. :<)
Salù
a John:ha ragione Ninut,e confermo l’esistenza della casa che rideva,però non sapevo del concorso.
E’ vero anche della lavanderia dei Bradi,l’avevo scritto sul brogliaccio nella ricostruzione della Viassa,questo
per affermare una volta di più,il mio Rin……….to
progressivo(neanche più la penicillina mi salva).
Siete tutti forti.Bona a Vui